Archive for the ‘Segnalazioni’ Category

Faticosa scrittura

5 agosto 2014

Quella di questo post che giaceva tra le bozze già da qualche tempo.

Il tratto elettronico, l’inchiostro e la lingua metaforici si sono come disseccati, esposti al vento incendiario di Gaza, dell’Ucraina, della povera Italietta nostra. Ho guardato con pudore alle piccole e necessarie azioni quotidiane e, semplicemente, le ho compiute. Le compio ogni giorno, perché degne di dedizione esclusiva. A ciascuno spetta la scelta di definire ciò che è necessario alla propria quotidianità e conosco persone con una quotidianità molto alta. Io non sono tra quelli, non la me stessa di oggi, almeno.

Leggo, sì, ma ricerco la sommatoria di pagine da comprendere a fondo una per una; la notizia verificata, non l’opinione vanagloriosa; il rapporto 1:1, non il rumore di fondo dei luoghi affollati; il botta-e-risposta senza necessità di pubblico.

Per tutto questo, e per la necessità di raccogliermi in disparte, per trovare nuovi modi e indirizzi a quella che comunque sento come abilità da rimettere al giudizio, se non proprio al servizio di chi legge, fino alla breve eccezione di oggi, ho preferito non scrivere di me.

Vengo al punto. In alcuni casi voi mi conoscete più di quello che dicano le righe di un post. Voi, di cui ho appena detto, vi fidate, mi attendete. Non ultimo, nei fatti e nelle parole, mi sostenete. Sto prendendo lo slancio necessario, ancora un attimo. Intanto vi ringrazio tutti, i sostenitori dichiarati e consapevoli, come gli altri che per me realizzano l’impensabile, semplicemente esistendo al mondo.

Sul fronte della scrittura, due articoli di Davide Orecchio, più di altri, ultimamente, mi hanno dato la scossa necessaria. Il post sul suo blog dal titolo “Sto contro il non scritto“, che tratta, sì, della chiusura dell’Unità, ma un po’ anche della mia chiusura -e chissà, a guardare bene le similitudini, cos’altro ne caverei fuori-, e “La guerra sporca di Videla“, pubblicato su Left della scorsa settimana, un “appunto” lungo un decennio, la cui chiosa vale, ancora una volta, a confermare l’essenza di Davide come scrittore di livello, capace, anche tramite un breve scritto, di veicolare un messaggio universale:

Abbiamo in sorte un’epoca che digerisce, mette in rete e condivide ogni vicenda per posarla in uno spazio che è presente continuo, lo storage della storicità. Questo può servire. È un deposito di fatti, nozioni, forse di sapere. Aiuta a vedere l’innesco e la catena della brutalità di Stato che è un virus non debellato dal Novecento dei lager, delle torture in Algeria poi trasmigrate in Sudamerica con tanto di docenti e discenti, e che inaugura questo secolo a Genova, a Guantanamo e chissà in quale altro segretissimo luogo. La nostra gracilità trova la sua diagnosi in una malattia di violenza: ve ne sono ceppi dovunque, nello spazio continuo che lega ieri a oggi, un paese del Nord argentino all’Europa, una segreta nordafricana a un carcere latinoamericano; e ciascuno di essi contamina, infetta, dissemina il trauma della minaccia e della paura. Di generazione in generazione. Tra comunità e comunità. Tutto ci riguarda. Tutto noi, e noi siamo tutto. Ma se l’ombra è compresa, raccontata, ricordata, se sul blackout accendiamo la luce può darsi che il trauma rimpiccolisca e che il nostro oppresso senso del limite guarisca sino a sfiorire. I fantasmi fanno paura finché non li si smaschera.

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Aggiungo che la letteratura non rischia di morire, finché è alimentata da fonti come questa. La sintesi di slancio e verifica; di revisione e fatica; del singolo e della moltitudine; di grida e silenzio; di luce e buio; del rincorrersi della finzione e della verità.

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Lettera aperta “L”

26 giugno 2014

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Oggi, su Cartaresistente, è stato pubblicato un mio contributo alla serie “Lettera aperta”, originale iniziativa, i cui post sono illustrati egregiamente da Marco Campedelli.

Qui i riferimenti dell’illustratore:

L”: letterpress con caratteri originali serie a tiratura limitata, 2013.
Design Marco Campedelli per Tipoteca Italiana
“Print Matters!” è una collaborazione di Marco Campedelli & Tipoteca Italiana

L’abbinamento del mio testo con la “L” è stato operato da Cartaresistente, che ringrazio sentitamente per avermi coinvolta anche in questa avventura.

 

Due parole sul testo, dedicato alla mia ex-musa, che con i suoi scritti ha guidato involontariamente la mia scoperta tardiva della passione per la scrittura. Non sono granché un animale sociale, ma in questi anni mi è sempre sembrato indispensabile immaginare un dialogo con altri lettori e scrittori, per poter tirar fuori, cesellare e presentare all’esterno quello che mi urge scrivere e far leggere. Il destinatario della lettera è dunque la prima musa ispiratrice.

Questo testo, che ho scritto alcuni mesi fa, costituisce il mio congedo da quella “dipendenza” e un riconoscimento del valore della vita vera, della quale a volte è possibile gustare il senso se riscritta per mezzo di un simbolismo, anche solo attraverso una successione di magnifiche lettere.

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