Accostamenti, parole, voci.
Helen tese distrattamente una mano. Bevve un sorso di caffè con la lettera stretta contro la tazza. Solo più tardi si ricordò come le era sembrata sbagliata quella lettera, il fungo velenoso in mezzo al giardino della sua posta, e di quanto le fosse apparsa inopportuna, lì in agguato su quella calma superficie stratificata. La aprì, quasi meccanicamente, e si mise a leggerla.
“Cara Capra
come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio, per sempre?
So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso.
Nessuna brezza agita le foglie. L’aria è ferma.
Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non…
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