The Square. Quadrilogia del tempo – Un attimo fa, il presente

18 aprile 2019

di Francesca Perinelli


Tutto riesce, s’incastra, si opera, si finalizza, sotto i bombardamenti, nella scomodità di mille richiami urgenti, a scarpe strette e sempre sull’emergenza. Gridiamo Ho fatto centro! battiamo il cinque a più mani, balliamo la macarena e puntiamo un nuovo obiettivo.
Quindi ritorna il ritmo dei passi minimi, in teoria i più semplici, per noi quelli più difficili da affrontare.
Dicono sia la chiave, lo dicono in tanti, da illustri maestri e testi a quelli che meditano ogni mattina; lo ratificano tante piene esistenze. Consiglia, chi ci vuole bene, di dare importanza al qui e ora.
Io ci provo. Da dentro le azioni inspiro, trattengo il frammento e zavorro di nuova sostanza ogni singolo fatto vissuto.
E ci credo, è talmente importante, che la cosa funzioni. Mi ci applico, anche se lo so bene che è una bugia.
Non c’è un vero qui, se più sto, più mi sento oscillare, immateriale e minima, tra palpiti e impulsi come scintille elettriche, coaguli di informazioni. E se l’ora è fuggita già dietro le spalle: i dati raccolti dai sensi, sono portati alla mente, catalogati, lavati e tagliati come insalatine pronte all’uso. Mentre scelgo la mia, giù nei campi, paradossali tartarughe/matrioska fanno andare nel panico il povero Achille, al quale non resta, in via prudenziale, che tornare di corsa a far gare.
Ho la precisa sensazione che non sappiamo niente del presente. La scena in cui agiamo sfugge continuamente da sotto i piedi e non c’è un vero qui né un’ora. La vita rischia di prendere una piega assurda e credere nel presente diventa una bugia bianca detta per necessità.

The Square. Quadrilogia del tempo – La linea del tempo

11 aprile 2019

di Francesca Perinelli

 

 

 

Alcuni disegnano le mappe dei propri percorsi e altri seguono mappe altrui. Io sono della prima specie. Ad analizzare i fatti a posteriori, a volte scopro di non concordare con i miei stessi principi, per questo mi concedo di correggere la rotta e non essere del tutto un animale social: in me le opinioni a caldo tendono a suicidarsi in fasce. Mentre la timeline social scorre in avanti senza ripensamenti, col detto detto ora e per sempre, e spesso sull’onda rosso sangue di un’opinione prevalente in contrapposizione a un’altra, io mi fermo. Torno indietro. Ci ripenso, faccio uno scatto avanti o laterale. Poi tutto si mescola. La mia linea del tempo è differente. Segnala le trasformazioni in corso, si scalda e si raffredda, si espande concava e convessa. Ramifica sotto di lei e la pelle ne filtra una tonalità più tenue. Ricordo bene: è nata da una retta breve, percorsa in versi opposti e alternati, dal sonno al sonno, appena venuta al mondo. Quando ha iniziato a svolgersi le sono spuntate tacche colorate, come contatori d’esperienza. Da lì, irrobustita e ritorta, si è fatta nastro di Moebius, sfrangiato presto in florilegio arpionando altri percorsi, alcuni straordinariamente simili tra loro e svolti su un unico piano, contrari all’evidenza sferica del mondo. Ci camminano sopra a testa bassa quelli che seguono, quelli che spezzano e non si piegano, e a me fanno paura. Per questo mi oriento con le tacche colorate. Difendo un senso che non è nel verso di marcia ma è la marcia stessa, che amplia le pause prese per respirare, che rende il tempo socievole più che sterilmente social.

The Square, Un nuovo progetto V-CRT

8 aprile 2019

 

La rete Virus Cartaresistente (V-CRT), in questa sede rappresentata dai blog Trattodunione, tiZ_OnTheTrAin, Pendolante, Ilmestieredileggere, BarneyPanofsky, Suprasaturalanx, iCalamari e CRT2, è lieta di annunciare, con fiocco multicolore, la nascita del progetto

The Square (Il Quadrato)

Alzi la mano chi si ritiene immune dall’ipocrisia, chi non incappa nel pregiudizio, e non ricorre ogni giorno a forme di compromesso. Ora la abbassi e si avvicini al Quadrato.

The Square è un progetto liberamente ispirato al film di Ruben Östlund. Come nell’opera ogni cosa accade prima dell’inaugurazione della mostra intitolata all’omonima installazione, ciò che dell’esistenza tanto concreta quanto immateriale distillano i nostri blog sta già accadendo e continuerà ad accadere dopo la pubblicazione dei post. Ma, in un’era che tenta di nascondere sotto il tappeto dell’estetica ogni contraddizione, dubbio e sbavatura della realtà, The Square costituirà l’occasione di fermare l’attimo, isolarlo dal contesto e osservarlo con attenzione e imparzialità, con l’ambizione di suscitare turbamento nella stasi, portando pillole di disagio nel comfort e di inaspettato conforto nel disagio.

A ciascun testo sarà affiancata un’immagine, volutamente minimale e lasciata all’interpretazione di uno degli innumerevoli colori presenti nella tavolozza dei quadrati Pantone. Non verrà quindi solo messo in discussione ciò che si ritroverà racchiuso e definito all’interno del post stesso, ma anche il procedimento simbolico e sinestetico comunemente associato ai colori.

La serie terrà il ritmo di un post a settimana, firmato da un blogger V-CRT, per quattro settimane.

L’inaugurazione avrà luogo giovedì 11 aprile.

Vogliate ora varcare i confini del Quadrato, spegnendo i cellulari e mantenendo basso il volume della voce. Buona lettura.

 

I 7 sensi – Ka

4 aprile 2019

Il senso del Ka per i sé. Settimo e ultimo senso rinato a seconda vita grazie a Trattodunione, che ringrazio ancora.

Tratto d'unione

7_Sensi_Ka Illustrazione di Davide Lorenzon

Guarda quest’uomo. Osserva bene come occupa lo spazio, come gesticola, con quale piglio prende le sue decisioni. Parlata fluente, mobili antichi, codici di tutti i tempi citati a menadito, mignottaggine, soldi, tanti soldi. Il padre appartiene alla Kasta, come suo padre, il figlio ne segue le orme e guai a chi interrompe la catena. Si narra di un lontano avo che desiderò e ottenne di diventare artista. Pessima scelta: morì solo, senza affetti e squattrinato. Dopo di lui, la discendenza non ha più sbagliato. Ed è così che i membri della Kasta hanno sviluppato il senso dell’altro Sé, un livello di coscienza che però resta nell’ombra, che crea stridori, insofferenze, e loro malgrado mettono sull’altro piatto della bilancia la voglia di seguire fino alle estreme conseguenze le proprie inclinazioni. L’antifelicità del Ka promette una felicità irreale, per questo tanto ambita. Siamo sinceri, chi di noi non…

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I 7 sensi – Sesto senso

28 marzo 2019

A voi il Sesto in tutti i sensi.

Tratto d'unione

6_Sensi_Sesto Illustrazione di Davide Lorenzon

Alle sette di sera il sole ancora non accenna a tramontare. Fa un caldo infernale e segnalo col braccio di far portare un po’ d’acqua al cane accucciato ai miei piedi. Mi slaccio la cravatta, avverto il sudore che scende in rivoli lungo la mia schiena e mi prudono le mani mentre guardo incedere la ragazza del bar con un’andatura da modella. Alle sette di sera, con questo caldo infernale, lei avanza pestando il terreno sopra dei tacco nove come se ballasse. Quando è a un passo da me si accovaccia, la gonna si accorcia scoprendo ginocchia perfette lì, proprio davanti alla sua scollatura. Dice: “Bello lui, bello”, in un sussurro. Poi, sarà per chiedermi come si chiama il mio mastino, fanno tutte così, spalanca la frangia di ciglia nerissime, scoprendo due autentiche gocce di cielo. “Mio Dio”, penso, e forse inizia a germogliare in me…

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I 7 sensi – Vista

21 marzo 2019

Una fotografia.

Tratto d'unione

5_Sensi_Vista Illustrazione di Davide Lorenzon

Un fumetto, un sogno, una folgorazione. In apparenza era una ragazza-immagine, una mannequin tra noi. Capitò un giorno in cui la vidi di sfuggita, fumava accanto a un interlocutore mentre guardava altrove, la gonna corta con un fascione ai fianchi e un lungo bocchino tra le dita guantate, con aria da Louise Brooks. La conoscevo già solo di vista, quando mi capitò di chiederle un favore. Mi accostai piano, con circospezione, intanto che studiava la fotografia di un suk seduta sul suo stesso piede. Sembrava il suo ologramma, ma intanto era dispersa tra i cerchi di un dedalo lontano. Schiarii la voce più di due o tre volte, chiesi un permesso che non la raggiunse – forse in quel suk c’era troppo rumore, o forse troppa vita l’avvolgeva stretta. Attesi sbuffando di impazienza, finché tornò e mi accolse. Mi si rivolse un Buddha occhiuto come Betty…

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I 7 sensi – Tatto

14 marzo 2019

Stavolta tocca al tatto.

Tratto d'unione

4_Sensi_Tatto Illustrazione di Davide Lorenzon

Con mio fratello ci prendevamo a schiaffi e a pugni. Io sono un’impulsiva e lui ci impiegava una vita a prendere una decisione. Per questo, almeno quanto all’ordinario, voleva avere tutto sotto controllo, studiato e organizzato. Quando ripenso all’ultima volta che è uscito di casa senza più tornare, mi prende uno scoramento… No, devo ripetermi ogni volta, non sono stata io a spingerlo. Quel giorno, andando a scuola, sono rientrata in casa tre volte a recuperare vocabolario, occhiali e gomme mentre lui, col sorriso sarcastico del suo sentirsi migliore, dall’ingresso si avvicinava al portoncino per tappe prefissate: la mano destra a raccogliere cappello, zaino, ombrello (non sia mai fosse piovuto) già messi sul percorso dalla sera prima e, con la sinistra, le ultime tastate sulle tasche, interne e esterne al cappotto, per controllare che ci fossero le chiavi. Gli ho dato una pacca e l’ho sbattuto…

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I 7 sensi – Gusto

7 marzo 2019

Sapore è potere.

Tratto d'unione

3_Sensi_Gusto Illustrazione di Davide Lorenzon

Le punizioni non mi sono mai piaciute, figurati una somma. A letto presto e senza cena, solo per un capriccio. Appena sono rimasta sola, ho aperto la finestra e sono uscita. Qui dietro scorre il fiume e, se volessi, ti farei rimpiangere tutti i bocconi amari che mi fai ingoiare al posto di ogni pasto. Ma non voglio. Non è la prima volta, l’ho imparato da tanti anni ormai. Tu mi costringi a meditare, avere le visioni mistiche per fame? Io ti raggiro. Le mie visioni mistiche me le procuro leccandomi le dita di nascosto. Succo dolcissimo, di solida estrazione naturale. Potrei ficcare il dito dentro al favo, fottere il fuco e la sua insulsa guardia. Dipinta a strisce, distrarlo con mossette e con moine, e poi farti cucù dalla finestra col viso tutto sporco di miele. Ma non voglio. Anche stasera vago mentre assaporo quanti…

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I 7 sensi – Olfatto

28 febbraio 2019

Ispirarsi all’inspirazione.

Tratto d'unione

2_Sensi_Olfatto Illustrazione di Davide Lorenzon

Ella mi sistemava il fiocco sulla bretellina. Le davo le spalle per controllare l’effetto nello specchio, aveva mani fresche che picchettavano rapide sulla mia pelle. Non so come, mi arrivava la loro timidezza di sapone attraverso le ondate di calore bruciante dei faretti. Mi disse “Fatto”, e finalmente respirai a pieni polmoni, inarcando la schiena tanto che lei si fece un passo indietro, ridendo. Qualcuno aprì la porta all’improvviso, lo spostamento d’aria lasciò entrare un paio di metri cubi di vizio e note, e due paia di occhiate già strafatte che si rinchiusero in uno stesso gabinetto. Impassibili, in uno stesso movimento, schiacciammo i fianchi paralleli al bordo del lavandino, per un ultimo sguardo d’insieme, catturato da un selfie di Ella che mi teneva il collo col braccio che sorreggeva il telefono. Mi salì al naso una scia intima di deodorante e sudore a fior di…

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I 7 sensi – Udito

21 febbraio 2019

Il primo dei sette sensi torna a farsi sentire.

Tratto d'unione

1_Sensi_Udito Illustrazione di Davide Lorenzon

L’urlo sghembo di un telefono ha del terrificante, squillava già da tanto ma nel sogno era il drago che soffriva, trafitto da San Giorgio, che ero io. Ho fatto “Pronto?” E un crollo di fatti è andato ad annodarsi al rombo del troppo vino non metabolizzato. Ah, sì, la festa. Quasi ritorno a quando… ma intanto all’altro capo il Capo grida: “Sveglia! C’è un fulmine caduto da documentare.” Io da cronista “Certo.” Gli ho replicato “Sicuro che non mancherò”. Raddrizzo il corpo e parte diretto un colpo alla mia tempia. Che sia un lembo del lenzuolo ricaduto, o ancora l’eco del tuono, non fa differenza. È in questo punto esatto che risorge l’urlo del drago ancora intrappolato tra le orecchie. E lo sostiene quello del telefono, e le parole vuote udite, a forma di saetta zigzagante. Il tutto si fa troppo, non posso che scappare. Il…

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