Ricominciamo

25 maggio 2017

Mi piace l’idea che un discorso interrotto riprenda dalla sua eco. Un’eco poetica, mi piace anche questo. La poesia può molto per alleviarci la fatica dei giorni.

Ho trovato su Nuovi Argomenti un inedito di Damiano Sinfonico, finalista del Premio Rimini 2017.

Strana e accecante la tua frase recente:
si propaga nelle giornate come il rintocco di una campana
con il crescere della distanza si attenua il suo suono
più avanti si farà impercepibile
sarà una vibrazione in qualche area della memoria
dove anche noi saremo estinti.

Io… dipende.

30 aprile 2017

Io… dipende. Aveva risposto Ivan, dopo che la Nera si era rifiutata di fare il nome di chi le aveva fornito l’arma. Era sdraiata a terra e non sembrava che stesse troppo bene, la Nera. Stavo sul lato opposto della stanza, mischiata ai tralci della carta da parati, uva sull’uva. Nessuno mi dava retta mentre io vedevo e sentivo tutto. La Nera era messa male. Piangeva, addirittura, ma forse sarebbe sopravvissuta. Lui aveva perso ancora più colore da quelle guance smorte. Gli passerà la voglia di fumare, ricordo di aver pensato. La Nera aveva chiesto: Ma tu, come ti senti? E lui, passato da parte a parte all’altezza dello sterno, con una macchia rossa che cambiava forma man mano che si allargava sopra la sua felpa, aveva risposto così, proprio così: Io… Dipende. Dipende, stava pensando Ivan, da quanto crescerà il grano giù nei campi, le spighe sono già alte, sento il loro fruscio da qui, lo sento nelle orecchie. E che profumo, radice di liquirizia. Da dove viene? Troppe domande per una sola notte. Io non ti ho mai tradita e l’odore che ora sta entrando dalle finestre aperte ne è la prova. Io sono ancora qui, non ho nessun rimpianto e, quando me ne sarò andato, l’aria resterà tiepida e satura della mia onestà e di tutto il mio traboccante orgoglio. Resterà come una firma, Nera. Che vuoi che sia, andarsene così una notte d’aprile come questa? Verrà l’estate spingendo uva su uva, che si affastellerà sui grappoli e genererà ombra nei vitigni. Noi no. Tu e io, Nera, che ancora stringi la tua arma in mano (chi te l’ha data, Nera? Chi te l’ha rivelata? Tu neanche sapevi di averla, né che fosse già carica e pronta a fare fuoco), noi splenderemo d’oro su ogni stagione che attraverserà la Terra. Ma non per sempre, nulla resta per sempre. Solo finché non esploderà il Sole.
Tutto questo io lo so perché ero lì, stavo sul muro opposto a quello dove Ivan adesso strisciava accasciandosi, soffocando il corpo tutto sussulti della Nera che, no, probabilmente non sopravviverà.


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