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Fantasia di fine

31 agosto 2020

Maga. Sei l’unica che conosca a non aver mai detto di volerla fare finita.

.Appunto.

Non lo stai dicendo nemmeno adesso, vero?

.Certo, è solo una fantasia.

Solo una fantasia… di fine estate?

.Può darsi.

Ma, per sapere, ci sono anche io, nella fantasia?

.Quella di fine estate?.

Eh.

.No.

Perché?

.Tu sei bruciato.

Avevi detto che la mia tempra si rafforza col fuoco. Avevi detto che nessuno mi può eguagliare. Avevi detto,

.Sbagliavo. Vedi, è bastata un po’ di pioggia per rivelare che sei marcio dentro.

Oh. Sono perplesso, credevo fossi mia per sempre, Maga. Almeno nelle fantasie.

.E, invece, dopo tanto, è scesa la pioggia.

È vero. E mi sto dissolvendo, Maga. Addio. Prima, però puoi dirmela? Ti prego.

.Cosa?.

Quella tua fantasia. Me ne andrei più sereno.

.Una fantasia di fine, no?.

Quale fine, insomma!

.Ma la tua.

Avevi detto,

.Ricominci?.

Lasciami dire, sono sempre le mie ultime parole in fondo.

.Su, forza.

Avevi detto che era una fantasia di fine estate.

.Sono solo due gocce. Ti pare che l’estate possa finire qui?.

No, e per una come te potrebbe non finire mai.

.Ottime ultime parole, demone.

L -1

29 dicembre 2013

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Il limerick definitivo

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Con questi versetti si chiuderà l’anno.

Se danzo mi acquieto. Se rimo mi danno:

Resterò sul blogghe

Mimando milonghe.

La festa è finita, gli amici sen vanno.

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– Molto fine.

– Vero?

– Molto Califano, sì.

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Quella che mi abita è un’anima, di fondo, insostenibilmente leggera. Spesso sto a bocca chiusa perché temo che mi scappi fuori per inseguir farfalle.

Dovrei chiudere anche gli occhi.

Invece, con la fissazione di non pestare merde, che a Roma sui marciapiedi abbondano, li tengo sempre aperti. E l’anima vola su, su, su. Raggiunge vette che Mike Bongiorno (almeno allora) se le sognava.

Poi torna indietro, da brava cucciolona, e mi riporta le sue novità, rimediandoci una pacca sul garrese.

L’ultima volta è finita nella parte più alta dell’atmosfera e si è scontrata nientemeno che con Braccio di Ferro. No, non proprio lui, ma con un palloncino che gli somigliava. E che cominciava a perdere elio da un buchino, si capiva perché da lì proveniva il tipico fischiettio, quel “tu-tuuu” della canzone che fa:

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I’m Popeye the Sailor Man.

I’m Popeye the Sailor Man.

I’m strong to the finich,

Cause I eats me spinach.

I’m Popeye the Sailor Man.

.

– Ma è un limerick!

– Eh, gia. Lo aveva capito anche lei.

– Chi?

– L’anima, chi altri?

– E poi, cos’è successo?

È successo che, tutta attorniata dall’elio, si è divertita per un bel po’ a dire cretinate con la voce più acuta di qualche ottava, e poi… Si è messa a ballare.

E adesso che è rientrata in me, ancora non si ferma.

– Beh, auguri eh.

– Altrettanti a te, demonuccio. Tu-tuuu.

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Dicotomia n. 39 – Capodanno: Ricominciare / Continuare (Su Cartaresistente)

27 dicembre 2013

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Sii sempre in guerra con i tuoi vizi, in pace con i tuoi vicini, e lascia che ogni nuovo anno ti trovi un uomo migliore.

(Benjamin Franklin, Almanacco del Povero Riccardo, 1732/58) 

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[Continua a leggere su Cartaresistente]

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Testi di Francesca Perinelli e Davide Lorenzon
Disegno di Fabio Visintin

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