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What if

30 settembre 2017

​”Mio padre la rivoluzione” è in vendita solo da ieri e, vista l’occasione, Davide Orecchio ne ha parlato nella libreria Assaggi di San Lorenzo a Roma.

“What if”. La curiosità per la Storia genera infinite Storie possibili, niente di troppo creativo, minimizza l’autore. Basta partire dal dato di fatto.

Anche questa raccolta di racconti, che segue il filo della rivoluzione russa, nasce dalla ricerca e dalla ricostruzione dei dati, pure i minori, di esistenze con le quali vorrebbe dialogare. Ancora una volta sono “biografie infedeli”, nate dal rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Ritorna qui anche il padre comunista, non a caso. Nel dialogo mai avuto col padre c’è l’origine della passione per la Storia. Non a caso ha parlato di possibilità infinite. È una ricerca che può non esaurirsi mai.

“Se fossi felice mi accontenterei del presente, non chiederei al passato”, risponde Davide Orecchio a una domanda degli intervenuti. E spiega che forse non è così per tutti ma in questa epoca si prova uno straniamento. Non è sereno il rapporto col presente e il passato non lo si conosce veramente. Viene tramandato in modo distorto, monco, a volte non se ne sa nulla.

Davide Orecchio mette la sua competenza (e l’abilità narrativa, il linguaggio e la sensibilità) al servizio di un racconto personale, che ogni lettore potrà poi utilizzare come riferimento empatico per il proprio.

Lo scrittore di storia non si pone come storico nei confronti del lettore ma resta, fin dal primo momento, sul suo stesso piano. “Fa parte della mia postura”, dice l’autore e noto, come sempre, dal vivo e tra le righe dei suoi testi, una postura tanto diritta, quanto attenta alla sintonia con l’altro, qui l’intervistatore.

Questo è quanto, per la presentazione. Ora è la volta del libro, dove avvicinerò, tra gli altri, Rosa Luxemburg, Trockij, Rodari e Lenin. So che saranno incontri importanti e, se anche non renderanno più felice il presente, lo faranno più ricco e più completo.
Mio padre la rivoluzione, Davide Orecchio – Ed. Minimum fax, 2017

Raccontare la Storia

25 aprile 2013
Città distrutte

Davide Orecchio – Città Distrutte

Lo so benissimo, in fondo questo è un blog piccolo piccolo, ma io vorrei che Davide Orecchio  avesse più successo. Qui ho il mio spazio e qui ne parlo.

Avevo letto il libro, e poi incontrato l’autore. “Che bello”, avevo pensato, finito l’incontro, “una persona normale”. Mica è scontato. Tra gli scrittori che conosco, quelli “normali” (cioè che non straparlano di sé, poco inclini agli eccessi nella vita quotidiana o nella narrazione) mi sembrano i migliori, anche sotto il profilo narrativo.

C’è un bar nuovo, accanto a una strada dove scorre un traffico monotono e costante. Il bar ha una terrazza con tanti tavolini di legno e degli ombrelloni bianchi. A volte vado lì a fare lezione di francese con Johan, uno studente di medicina. Riusciamo a dialogare in lingua e anche a mangiare, il traffico resta di sottofondo, alle spalle del bar c’è un bel giardino silenzioso e verde, sopra a tutto ciò si spande il cielo azzurro (quando ci vado è perché il tempo è bello). Starsene in quel posto già solo per un’ora è rilassante, una microvacanza cittadina.

Così ci avevo portato Davide e, tra le chiacchiere, gli avevo rivelato che stavo studiando e avevo scoperto che lui è proprio un “ipermoderno” (inutile chiedermi dettagli, in quel momento ce li avevo freschi in mente, ora non più). Ho qui un mio appunto: Ipermoderno è “realismo consapevole e resistente alla falsificazione integrale“. La stra-abusata (e mai compiuta) fiction? Non proprio. Quella che pratica Davide è davvero particolare. Lui parte come storico e i suoi personaggi inventati sono una sintesi dello spirito di un’epoca della quale sa restituire tutte le virgole, le pubbliche e le private. Lui li ama, quei suoi personaggi (una è sua madre, non a caso), ce li fa attraversare come solo chi abbia provato le stesse vicende saprebbe fare. Eppure è una finzione. Eppure è vita.

Oggi che è il 25 aprile serve proprio qualcuno che racconti la Storia come sa fare lui. Mi sono alzata tardi, ho fatto un giro in bici, ho letto un po’ di notizie e di blog e, immancabile, ho trovato l’omaggio di Davide Orecchio a questa data storica.

Godetevelo, e poi correte ad acquistare Città Distrutte*, un libro magnifico, da leggere e rileggere.

Auguri a tutti.

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*) Davide orecchio, Città Distrutte – Sei biografie infedeli. Ed. Gaffi, 2013


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