Se un mattino d’autunno un sognatore

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Un racconto incolpevolmente ispirato da g.

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Un giorno il giovane Melegatto, aprendo la cassetta della posta, ricevette una cartolina spedita da lui stesso a una certa Ella, a lui completamente sconosciuta. Vi era contenuta una breve poesia:

Ella, lei mi perdoni

Se tengo alti i toni,

Ma io da mane a sera

Mi squaglio come cera.

Ella, per me sarebbe un volo in Paradiso

Se una volta sola io la vedessi in viso.

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La cartolina era tornata al mittente a causa di un disguido e per quel fatto, aggiunto alla propria inedia naturale, di Ella non ebbe mai notizie.

Passato un certo numero di anni, un sabato mattina sul tardi, Melegatto, che ormai non era più così tanto giovane, aprì la posta elettronica e vi trovò ad aspettarlo la seconda cartolina della propria vita.

Stavolta, essendo chiaro dal mittente che non poteva essere stato lui stesso a inviarla, né che potesse essere stata spedita da Ella sotto falso nome, avendo Ella traslocato sul pianeta Qwfxt ormai da un pezzo -ed è ben noto a tutti che sul pianeta Qwfxt  ancora non è diffuso Internet-, Melegatto sbadigliò dalla noia e dalla fame e richiuse il programma di posta.

Ma, percorsi pochi passi verso la cucina, tornò precipitosamente indietro e lesse attentamente la missiva.

Era la pubblicità di un sito di incontri tra sconosciuti.

Dai tempi di quell’incontro mancato, il giovane Melegatto aveva evitato accuratamente di avere a che fare con sconosciuti, e non soltanto. Si era astenuto dal comporre poesie o coltivare altro genere di scrittura che non si limitasse alla lista della spesa.

Stabilì che le sole soddisfazioni nella propria esistenza le avrebbe ottenute dal palato e così fu. Ingrassò di dieci chili e rafforzò i legami con il vicinato, gli amici d’infanzia e i parenti stretti, attraverso continui inviti a casa propria per pranzo e cena.

Ma, davanti all’offerta contenuta nella cartolina elettronica, perse istantaneamente l’appetito. C’era scritto:

Registrati gratis e inizia oggi la tua storia d’amore.

Accanto vi era ritratto il mezzobusto di una donna che risucchiò tutta la sua attenzione.

Melegatto si incastrò meglio nella poltroncina ergonomica e, fissando lo schermo, si sforzò di individuare chi gli ricordasse.

Vesti modeste, una corporatura né grassa né magra, capelli né ricci né lisci, occhi né chiari né scuri, né sorridente né accigliata. Neppure il panorama alle sue spalle gli era riconoscibile. La trovò assolutamente ineffabile nello stesso momento in cui si rese conto di ignorare il significato di quell’aggettivo. Si trattava di una perfetta sconosciuta, che gli mostrava per la prima volta il viso.

– Ella!

Fu così che Melegatto, la cui vita fino a quel momento era stata semplice, tranquilla e, in definitiva, soddisfacente, decise di tornare a provare il brivido del rischio, e di riprendere a scrivere a degli sconosciuti.

L’imprevisto gli provocò all’improvviso accesi spasmi gastrointestinali. Melegatto guardò l’ora, voltò le spalle al computer e corse a preparare il pranzo.

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Mayer Hawthorne – Lorde- Royals (Cover)

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