Archive for the ‘Scrittori’ Category

Inversione di rotta

19 dicembre 2017

Era la stagione della migrazione, del volo, del canto e del sesso. Nella regione neotropicale, che ospitava la più ricca biodiversità della terra, qualche centinaio di specie di uccelli diventava irrequieta e si lasciava alle spalle le altre migliaia di specie, molte delle quali strettamente imparentate dal punto di vista tassonomico, che si accontentavano di rimanere lì, a coesistere accalcate e a riprodursi nella quiete dei tropici.

Libertà, Jonathan Franzen

What if

30 settembre 2017

​”Mio padre la rivoluzione” è in vendita solo da ieri e, vista l’occasione, Davide Orecchio ne ha parlato nella libreria Assaggi di San Lorenzo a Roma.

“What if”. La curiosità per la Storia genera infinite Storie possibili, niente di troppo creativo, minimizza l’autore. Basta partire dal dato di fatto.

Anche questa raccolta di racconti, che segue il filo della rivoluzione russa, nasce dalla ricerca e dalla ricostruzione dei dati, pure i minori, di esistenze con le quali vorrebbe dialogare. Ancora una volta sono “biografie infedeli”, nate dal rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Ritorna qui anche il padre comunista, non a caso. Nel dialogo mai avuto col padre c’è l’origine della passione per la Storia. Non a caso ha parlato di possibilità infinite. È una ricerca che può non esaurirsi mai.

“Se fossi felice mi accontenterei del presente, non chiederei al passato”, risponde Davide Orecchio a una domanda degli intervenuti. E spiega che forse non è così per tutti ma in questa epoca si prova uno straniamento. Non è sereno il rapporto col presente e il passato non lo si conosce veramente. Viene tramandato in modo distorto, monco, a volte non se ne sa nulla.

Davide Orecchio mette la sua competenza (e l’abilità narrativa, il linguaggio e la sensibilità) al servizio di un racconto personale, che ogni lettore potrà poi utilizzare come riferimento empatico per il proprio.

Lo scrittore di storia non si pone come storico nei confronti del lettore ma resta, fin dal primo momento, sul suo stesso piano. “Fa parte della mia postura”, dice l’autore e noto, come sempre, dal vivo e tra le righe dei suoi testi, una postura tanto diritta, quanto attenta alla sintonia con l’altro, qui l’intervistatore.

Questo è quanto, per la presentazione. Ora è la volta del libro, dove avvicinerò, tra gli altri, Rosa Luxemburg, Trockij, Rodari e Lenin. So che saranno incontri importanti e, se anche non renderanno più felice il presente, lo faranno più ricco e più completo.
Mio padre la rivoluzione, Davide Orecchio – Ed. Minimum fax, 2017

“E fattela ‘na risata!”

6 luglio 2017

Paolo Villaggio

Certo che ridiamo, siamo esseri umani.

Ma la risata non è un’alternativa al pensiero. L’uso del cervello non è mai un optional, quando si ha l’onore e l’onere di appartenere alla specie egemone del nostro pianeta, quella dell’animale che, grazie al proprio originalissimo sviluppo, si è affrancato dalla banale sopravvivenza e ha creato, per sé e per ciò che lo circonda, le condizioni perché il destino non sia esclusivamente una variante entropica e lo spirito possa pretendere di vendicare la triste banalità della materia.
Ecco perché l’articolo di Wu Ming 1 su Giap è da leggere, leggere tutto. E da riflettere.

Ecco perché anche io rivendico con forza l’enormità delle opere sovversive, avvincenti e intense, come “La corazzata Potëmkin” di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn e la portata altrettanto sovversiva e, per fortuna, colta, e per le masse (!) del cinema di Paolo Villaggio.

Ciao Paolo.

Prima o poi si cresce

1 settembre 2016

Paolo Nori punto it

[…] Lo zen e il tiro con l’arco, e Siddhartha, anche, e Lo zen e la manutenzione della motocicletta, quelli con lo zen nel titolo quasi tutti, e il Gabbiano Jonathan Livigston che, tra l’altro, ha anche un nome che non so mai dove mettere l’acca, e Avere o essere, di Erich Fromm, e Innamoramento e amore, di Francesco Alberoni, e i libri di Pennac tipo La prosivendola eccetera […] 

(paolonori.it 31 agosto 2016 )

 

A quei libri che ha citato nel suo post Paolo Nori, dovrei aggiungere che, a me, da ragazza, Fromm ha richiamato Fromm; Hesse, altro (e poi  tutto ma tutto) Hesse; dopo il Gabbiano, di Bach ho letto Un ponte sull’eternità per ben tre volte; la serie zen si è limitata al tiro con l’arco e alla motocicletta, ma mi hanno risucchiato pure: tutta la fantascienza di Heinlein, tutto Andrea De Carlo (anche se Arcodamore, prima delle ultime pagine, l’ho lanciato con gesto atletico in un cassonetto, ed era  già il 2003), moltissimo Camilleri, e ho volontariamente sorbito perfino tre degli sbobboni confezionati dalla premiata ditta Elena Ferrante.

Continuo a trovare Paolo Nori piacevolmente affine, rassicurante, nella sua ripetuta ammissione di normalità. Bello entrare in metropolitana la mattina e scoprire di avere in comune cotanto bagaglio, così innocentemente imbarazzante.

Unico neo: La Prosivendola, mi manca. O meglio, ce l’ho. Era stato un regalo di compleanno di Fabrizio, il mio ragazzo ai tempi dell’università. Aveva accompagnato il dono con il commento: “è pure l’autore preferito di…”  (la ragazza succeduta a me, dopo che ero stata lasciata) e Pennac non sono mai riuscito a leggerlo. Temo che non sia proprio di mio gusto, in ogni caso non ci ho riprovato.

Ma con Fabrizio siamo ancora amici, non abbiamo mai smesso di esserlo, anche senza sentirci per anni, perché siamo stati sempre gentili l’uno con l’altra e non abbiamo mai compiuto atti senza ritorno, del tipo che ti costringe a cambiare lato del marciapiede a vita, se ti rincontri per sbaglio. Se fosse accaduto questo, allora sì che mi vergognerei. Non per la lettura di libri di formazione o di gusto popolare.

Prima o poi (salvo eccezioni) si cresce.

Homilophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse)

22 agosto 2016

 

Sproloquio. Sermoni azzardati, precisi, infuocati, sputati. Zizzanie svuotanti illusioni, emozioni. Logorree di verbi. Di sciacqui e risciacqui di panni nell’Arno con molte favelle, lamelle, linguette, sfrenate a piacere; piattelle a pulire e sfregare, con pezze a lustrarle, mostrarle entro pubbliche piazze, con sfoggio di mazze, di pane e salame, patate novelle, scottate, bruciate, schiacciate tra i denti. Parole affilate, arrotate, a cascate, a scintille, percosse a sciacquettii, a cinguettii; godute a valanga, d’orecchie e di spranga, svuotando cassetti ripieni di uova, calzini e poltiglia accostati a casaccio. Ecco quello che faccio, ricalco gli effetti dell’homilophilia, piacere del letto o del detto che Gnirro, lo sgherro del verbo di Turi Totore, ha porto a Vibrisse nelle ultime ore.

 

Se, come ho capito, qui è finita l’avventura del Sommario semiesauriente delle maialate, posso dire che ribatterle su queste pagine è stato oltremodo divertente e ha costituito un’occasione per riprendere a pubblicare qualcosa, ancorché di provenienza altrui. Un ottimo e prolifico elemento della Bottega di Narrazione 2014-2015. Che la fortuna gli sia propizia e non lesini mai l’ispirazione a lui e al professor F., che credo di aver riconosciuto tra le righe.

Applausi per Turi.

Giù il sipario.

 

 

 

Psychrophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse)

4 agosto 2016

Non troverete raggelante questo crocchiare di palpiti in estinguimento per un’ipotermia cercata. Vi porterà alle lacrime da risa: è in corso una tempesta di freddure su Vibrisse.

Rhytiphilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse)

3 agosto 2016

Chi indossa luci e ombre di pieghe e sgualciture della pelle, le espone con la propria dignità. Del resto non si cura. Per questo attrae grandissimi cultori, che Gnirro coglie in pose adoratrici, illumina, esamina e ripone sugli scaffali a vista di Vibrisse.

Knismolagnia (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse)

29 luglio 2016

Il riso, quando abbonda, rende stolti. Lo sa bene chi imprime nei più giovani un trauma che crea la dipendenza dai suoi effetti, e porta alla coazione a ripeterlo, sgombrando il campo (mentale) da ogni tentazione sovversiva. Una meditazione sul conflitto generazionale, offerta su Vibrisse dal saggio Eusebio Gnirro.

Merinthophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse)

25 luglio 2016

Necessità stringenti o vincoli autoimposti, il piacere che consegue per molti è tale da imbarcarsi per destinazioni ignote, a volte in grande sprezzo del pericolo. Eusebio Gnirro, novello Omero, ne tratta su Vibrisse.

Agalmatofilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse)

19 luglio 2016

Presente la fresca ribalta dei veneratori indonesiani di un angelo di latex? Agalmatofilia in forma collettiva. Dunque, tema caldissimo. E se, a seguito delle sue pubblicazioni, a Gnirro fosse proposta un’opzione cinematografica, potrebbe ritagliare un cameo per Justin Bieber.


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