Posts Tagged ‘Settembre’

Iuvant

13 settembre 2019

https://youtu.be/y0g79moGCkA

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Repetita.

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A me la mattina presto piace molto

alzarmi

quando intorno è tutto silenzioso

l’aria è fresca

vedi le ultime stelle che scompaiono

e senti i primi canti degli uccelli.

K fuori le mura

8 settembre 2013

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La ragazza K si era alzata in punta di piedi, aveva raggiunto il bagno e chiuso la finestra, era ancora buio e l’aria di settembre metteva i brividi addosso. Dando un’occhiata attorno -tutto era ancora fuori fuoco, meglio così- si era accucciata, e poi pulita e alzata senza tirare l’acqua, per non svegliare il vicinato la mattina di domenica. Una delicatezza rivolta a sé, per non rovinarsi il gusto dell’ultimo giorno senza molestie sonore. In tutta l’estate li avrà sentiti si e no due volte, di ritorno dai loro viaggi, due picchi di insensati decibel, e poi ancora altro silenzio.

Uscì dal bagno. Teneva le infradito tra le dita ma senza dare peso al buffo caso di omen nomen mattutino.

Se le infilò ai piedi, mise l’acqua del the nel bollitore, andò in balcone. Corolle chiuse, nuvole rade appena striate di un rosa incerto, voci di uccelli mattutini. Un motore lontano che si accendeva a intermittenza. Come si potesse fare giardinaggio prima dell’alba, non lo sapeva e non le interessava.

Tutto finisce oggi, pensò. Tuttavia non sarebbe sembrato.

Aspettò che il sole sorgesse. Come appoggiò la mano all’infisso per rientrare, vide la propria immagine riflessa. Pensò che quella cornice le donava. E che l’alba delle mattine di settembre era perfetta.

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Phil Collins – Thru these walls

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I lumini di Settembre

4 settembre 2012

Sms per Demetrio: Buongiorno, è settembre: Tornati? Al chiodo? News?

Durante il viaggio di andata mi sono messa a leggere dal telefono un testo di Giulio Mozzi dove, parole sue, intende “sostenere, qui e ora, che non è del tutto privo di senso andare indietro“. Affinità evidenti. Lì dice che, rileggendosi, ha scoperto che proprio in uno scritto nel quale credeva di essersi pericolosamente messo a nudo, gli altri lo trovavano irresistibilmente comico. Ah, ma per me è lo stesso (e meglio così). L’unica differenza sta nel fatto che io è da sempre che so di essere comica, se osservata dall’esterno. Comica per gli altri e tragica per me stessa, ma sorvoliamo.

Sono stata appena definita “La Fulminata”. Mi riferiscono che nella notte c’è stato un nubifragio. “Davvero?” Non me ne sono mica accorta. Sospettano che un fulmine mi abbia tramortita. Lola mi fa, strizzando l’occhio: “Hai il sonno così pesante e poi ti lamenti…, eh?”

Forse ho il cervello bruciato veramente: è un’ora che straparlo e faccio battute. Una linguaccia senza freni inibitori che nei dintorni ha già smontato tutti. Adesso mi evitano.

“Aaah!” grida Kwruòuè all’improvviso “Che c’è?” “Zanzara!” Mi alzo di scatto e resto con le mani in aria a mo’ di applauso congelato. “L’hai vista?” “No” “E che fai?” “Sto pronta in caso la vedessi”.

Ecco, sono messa così. Savio se ne accorge e -con l’aria e la voce di Ih-Oh, l’asino brontolone- dice “Beata te. Io in giorni di pioggia, invece,” ma non lo lascio finire. Gli metto all’improvviso le mani davanti alla faccia  e lui indietreggia spaventato. Simulo una crisi epilettica delle dita urlando sottovoce: “Savio… Savio… io ti elettrizzeròoo!” Ride, meno male. Mi sposto altrove e, nello spostamento urto La Roccia, l’amico mio granitico. Subisco un’altra scossa alla corteccia prefrontale, o all’amigdala, non saprei dire bene, e mi ricordo. “È settembre, Roccia! Settembre, come l’anno scorso, ti ricordi?” “E che, non mi ricordo?” risponde, trasognato. Finalmente, ora che è passato un anno, scommetto che riparte. E infatti non perde un secondo:

“L’11 settembre 2007 Joe Zawinul, il tastierista dei Weather Report,

il 15 settembre 2008 Richard Wrigth, il tastierista dei Pink Floyd,

il 18 settembre 1970 Jimi Hendrix,

il 21 settembre 1987 Jaco Pastorius,

il 25 settembre 1980 John Bonham, il batterista Led Zeppelin,

il 26 settembre 1986 Cliff Burton, il bassista dei Metallica,

il 26 settembre 1991 Miles Davis.

Ah, e se proprio non vogliamo dimenticare nessuno,

il 9 settembre 1998 Lucio Battisti.

Tra poco inizio a mettere foto e video su Facebook”

“Non dimenticare i lumini e i ceri, eh?”

“Non mi dimentico di niente, io”.

“Bravo”.

Mese fantastico, settembre. Favoloso. Con questo fresco e ancora tutta l’energia del sole preso che circola in corpo. Potrei spostare una montagna, ma non voglio esagerare con gli sforzi. Mi dedicherò a piaceri personali. Ad esempio ballare, come lo agogno. Bé, ormai è settembre, tempo di festeggiare. Sentiamo un po’ Demetrio.

Lucio Battisti – Il Diluvio
(ma: grazie grazie grazie)

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(Una precisazione: amici e amiche in questo post sono termini utilizzati nel senso comune. Che qui ognuno bada a sé, come in ogni altro punto della terra)


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