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Meglio di un ghiacciolo

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Citazione di Alda Merini dalla copertina dell’ultimo Vanity Fair

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“La nudità mi rinfresca l’anima” hai detto

E chissà se intendevi la nudità nel letto

In casa si perdona,

Ma tra gente guardona

Nuda rinfreschi te, e scaldi ogni persona.

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Ma sai, Alda, che non piacevi a tutti? Il fatto è che prima che poetessa eri una donna fiera del proprio esistere, pronta a mostrarti, ma per prenderne spunto e viaggiare verso altri temi. Eri uno specchio troppo lustro e intatto, e perciò inadatto a rendere immagini almeno sopportabili per chi ti era di fronte. Allora meglio adesso, che sei quasi un’icona, (ora rubo una rima a Caparezza) dopo di te, in Italia, giusto Staller Ilona. Ma non ho notizia di un livello poetico delle sue esibizioni, dev’essere per questo che ha fatto tanta strada. (perché non Moana? La rima non era efficace, e forse pure il paragone)

Leggo questi ultimi aforismi*, quasi da diario scolastico, che ti dipingono come eri, una bimba che in piedi ruotava la gonna attorno alle proprie gambe, per farla sollevare. La psicanalisi rivela che tutti i bambini sono narcisi, e tu “Siete tutti narcisi anche oggi, come lo sono io”, sembravi dire, per poi aggiungere: “Giochiamo insieme?” Molti scappavano (gli stessi che adesso sono pronti a ritornare, però è impossibile il confronto con te, guarda tu che hai fatto: sei morta).

“La nudità mi rinfresca l’anima” è come uno specchio che mette a disagio i più.

Eppure lo conosciamo bene il piacere della nudità. In questi giorni di estate piena ne apprezziamo il valore. È così facile svestirsi. E insieme al corpo disvelato (che importa se solo a sé stessi o rendendo partecipe lo sguardo altrui, il punto della questione si trova un po’ più avanti) si invola la mente. Certe connessioni tra fisicità e pensiero si realizzano solo liberando entrambi all’unisono.

Mi è rimasto dall’infanzia il gusto della nudità liberatoria, rinfrescante per l’anima, nel senso che le dai tu, Alda. Da nuda, non puoi falsificare niente, e ti rigeneri in te, senza altri bisogni attorno a disturbare.

Viva l’estate che riequilibra tutto, per questo è da sempre la mia stagione preferita.

Estate: caldo, ozio, prendersi lussi impudichi come il disimpegno del leggere una rivista “da parrucchiere” sotto l’ombrellone. Sono certezze. Che Vanity Fair tenta di sgretolare con qualunquismo ipocrita. Alda, sei stata citata a (s)proposito della modella nuda incinta, che giusto  se leggi la didascalia ti accorgi  essere la Hunziker, tanto la fotografia è ritoccata per renderla simile alle altre.

E va bene, è lo stile del nostro tempo mescolare alto e basso, ma l’operazione dovrebbe essere al servizio della verità, di una luce che sterilizzi lo sguardo, e tiri fuori dalla nudità anche altro, oltre alla ripetizione pornografica. Verità è quella che ancora tutti, e soprattutto in estate, dovremmo andare cercando. Ce ne sarebbe bisogno, tanto, in ogni campo. E dunque ho deciso che fare sotto l’ombrellone.

Estate: caldo, ozio, gettare nel cassonetto della carta le brutte riviste, e rimediare un limerick che mi rinfreschi l’anima.

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*) Alda merini, Aforismi e magie, Ed. BUR 2003

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