La danza degli aghi di pino

[Una suggestione nata da un fatto di cronaca avvenuto a Capodanno: la scomparsa, per 24 ore, di due fratellastri, un bambino e una bambina di quattro e cinque anni, portati al calar della notte dalla mamma a fare una misteriosa passeggiata nei boschi innevati del Monte Livata]

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Ciack ciack. Pesta più forte, ciack ciack. Provo freddo improvviso a una guancia, il fango è schizzato fino a qui.

Ciack ciack.

Scema. Scema. Scema! Ma che fa?

Balla nel fango, risponde. E sorride. La manica del mio giaccone striscia sul viso bloccato a fissarla. È già notte, e noi siamo perduti nel bosco.

Hanno scritto – tra ore diranno, sono solo le tre del mattino -, “Ritrovati i bambini scomparsi”.

Ha detto – l’uomo della Protezione, bianco-sonno, bianco-fame e bianco-paurascampata – dirà – “Non mi spiego”.

Ciack ciack, ho i piedi gelati.

Ciack ciack. Ha una spalla lussata.

Non mi spiego.

Ma lei mi tira la manica e ride. Mi sblocco.

Ciack ciack.

E mi unisco alla danza.

“Non mi spiego come siano sopravvissuti”, dirà l’uomo della Protezione.

“È presto per dire Abbandono”, scriveranno dopo il ritrovamento.

Ma lei balla, e io pure. Ciack ciack. No, non siamo dispersi. È una danza, stiamo solo ballando nel bosco, che la grotta era buia e, si sa, i bambini lo temono, il buio.

Fuori piove la luce riflessa dagli aghi di pino – mantello che copre dal freddo, sipario che ci apre la vista.

Ciack ciack.

Ora so dov’è il mio centro pulsante. È con lei.

Scemo.

Io la guardo e lei lancia la sfida. E lo dice dolce. Sorella di latte, mia dolce sorella da piccoli anni.

Ciack. Mi tiravo su in piedi a guardare il tuo viso di cera nel sonno.

Ciack ciack. Ti drizzavo per le mani, iniziava il cammino con te.

Ciack ciack ciack. Correvamo lontano, ci gridavano di ritornare.

Ciack ciack ciack ciack. Ora è mamma che dice “Facciamo un bel giro nel bosco”.

Il centro pulsante ci scalda e ci mantiene in vita.

La danza degli aghi di pino.

É argento di sogno, carezza di dita sul capo.

Dormiamo ballando e non ce ne accorgiamo.

È oro di sole che spunta lontano – ciack ciack – e noi qui continuiamo a ballare.

Ciack ciack. Ciack ciack. Ciack ciack. Facciamo che erano gli elicotteri che ci stavano cercando.

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ELP – From the beginning

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Questo racconto è ospitato, nell’ambito del contest “Illuminazioni Notturne”, dal blog The Pop Corners, progetto artistico multidisciplinare creato da Leyla Khalil.

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4 Risposte to “La danza degli aghi di pino”

  1. tramedipensieri Says:

    …leggo la buona notizia, ogni tanto ci vuole, ci vorrebbe sempre in verità…

    buon anno
    tanti e tanti auguri

    .marta

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    • icalamari Says:

      A ben cercarle, se ne trovano sempre… Non so quanto auguri ci siamo scambiate ormai, ma ancora: Auguri! Che le buone notizie ci inseguano per sommergerci, in questo nuovo anno.

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  2. Wish aka Max Says:

    Ecco. In un pomeriggio uggioso, facendo ordine nelle email e andando a leggere gli arretrati, per fortuna è spuntato questo. E’ delicatissimo, e il tocco da maestro è la colonna sonora. Trilogy è di gran lunga il miglior album degli ELP, e in Trilogy questa From the beginning è un capolavoro, una gemma rara. L’attacco di per se stesso vale la canzone. Insomma. Bello.
    E l’ultima frase. Sono tornato indietro a quando ero bambino.

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