Quei giorni che mostrano la corda

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Parlavo con Valentina, la webmaster dell’altro sito, quello di Qulture, e ci stavamo dando le priorità per ripartire con la nuova versione. Quindi cos’è domani? Il primo febbraio. Di già, dico, già è passato gennaio? Oddio, ho pensato, lo scorrere del tempo, e sono sprofondata in un secondo in un cunicolo spazio-temporale, quelli che in uno sbattere di ciglia ti proiettano nella profondità dei giorni già vissuti e ti ritrovi con considerazioni già fatte messe lì in fila, strette l’une alle altre così vicine e tante che sembrano una corda che non finisce mai, e tutte che mi fanno Di già, ma che, dico, davvero? È già di nuovo venerdì, sabato, domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio, il 1982, 83, 84, 94, 97, 2000, 2010, 2020, è già 2021? Oddio, abbiamo esclamato insieme. Poi ho guardato dalla finestra aperta, un raggio di sole sfiorava la mimosa sui suoi rami in timida ma costante fioritura, e mi è sembrato di percepirne il profumo, e di sentire il coro degli uccelli, che l’aria si fosse fatta già più tiepida, che in corpo il sangue mi scorresse più veloce. Eh, sì, le ho detto a Valentina, domani sarà già quasi primavera.

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Una Risposta to “Quei giorni che mostrano la corda”

  1. newwhitebear Says:

    il tempo vola e per fortuna vola.

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