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Ci si lascia trascinare perché è bello

7 aprile 2022 by frperinelli

«La maniera più semplice per scoprire se il suo apparato funziona con le tendine di mussola, i bulloni per il fissaggio del rig a muro e/o al pavimento, non è su uno sgabello.»

«Ebbene, no.»

«È a causa del significante numero di differenti modelli, varianti e standard di manifattura dei dispositivi disponibili. Possiamo solo assicurare il crepuscolo, e la doratura del barometro. Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura peggiorano i nostri prodotti. L’indice del clima di fiducia dei consumatori è di trovare e scaricare l’app.»

«Eppure, ancora adesso, non so quale forza mi abbia spinto verso di lei. I dispositivi che possono scaricare ed installare l’app, questo nome che riempie tutta l’anima mia e che mi è sfuggito, migliorano i giudizi sugli angeli!»

«Ah, vede?» egli disse con voce melanconica «Avevo ragione di utilizzare diversi tipi di bulloni d’ancoraggio. E non è neppure il suo nome, è il nome di un altro!»

«Perché?»

«I dispositivi che possono scaricare ed installare l’app molto probabilmente si deteriorano, ad eccezione dei giudizi sulle scorte nel commercio, come chi si rilassi in un bagno turco se la struttura non viene fissata a terra e/o al muro. Se il suo dispositivo non può trovare e scaricare una particolare app, cresce fortemente (dall’8,2 al 24,8%) la quota di imprese che evidenzia un raggio di sole. ATTENZIONE! il clima economico e quello futuro cadono fra le ramificazioni della madrepora quando, entrando nel salotto, sono inclusi nel pacco. Ci si lascia trascinare perché è bello ma può ribaltarsi e/o provocare danni a persone o oggetti.»

«Significa che il suo dispositivo non supporta quel prodotto.»

«Ah, mi perdoni!… È meglio che me ne vada… Addio!»

[episodio tragicomico scatenato dall’incontro tra Madame Bovary, istat, LEGO® e le istruzioni di montaggio di un attrezzo per palestre]

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Tag: collage, dialogo, istat, Istruzioni, lego, Madame Bovary, nonsense, prosa, Racconto
Pubblicato su Cambiamenti, Tutte storie! | 3 Comments »

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  • caro lettore,
    avverto che potresti intendere questa pubblicazione come direttamente rivolta a te, o a un altro te, che vedi (o vede) in questo spazio un muro sopra a cui, di volta in volta, si affiggono comunicazioni del tipo di cui al proverbio “parlare a suocera perché nuora intenda” e consimili. non che, talvolta, come in questo caso, la comunicazione non possa essere diretta ed esplicita; questo non è (solo, e a volte) un lit-blog ma uno spazio di libertà e sperimentazione, aperto secondo gradi diversi e imperscrutabili alla lettura e – è capitato – alla partecipazione altrui ma dove le regole vengono stabilite da chi l’ha messo in piedi e lo governa. sono regole strane, non appartengono al mondo concreto o a quello dei social, non seguono né gli scivolamenti sopra le banane gettate in terra da einstein né le evoluzioni aeree dei ciuffi di pelo del gatto quantico, tantomeno i dettati in tema di pubblicazioni editoriali o giornalistiche. non amano i condizionamenti e non ne subiranno.
    sconfessando le premesse in epigrafe, ora, così, di punto in bianco, il blog ribadisce la sua estraneità a te, come a qualsivoglia fatto, cosa o essere reale, compresa l’autrice, e afferma la sua natura essenzialmente ipotetica, non assertiva, dissipativa, transitiva, del tutto gratuita e quindi, va da sé, senz’iva. buttalo via.

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