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Dicotomie n. 1 – Umanità: Donna/Uomo

2 febbraio 2018

Il post originale è apparso su Cartaresistente il 1 febbraio 2013

Le ho consigliato di starsene lontana dall’albero. Mi ha risposto che non l’avrebbe fatto. Prevedo un disastro. Emigrerò. (M. Twain, “Il diario di Adamo ed Eva”)

Può affrancarsi dall’esclusività dell’universo femminile una donna che camminando per strada non si preoccupi a ogni passo di come la vedono gli altri, talmente serena da proiettare colori e bellezza sui luoghi che attraversa. Una donna forte della propria autostima, in grado di ispirare chi incontra cercando lo scambio disinteressato, perché sa che può essere vantaggioso per tutti. Una donna che ammetta di “volere”, a volte per sé, a volte per gli altri (senza mai decidere al loro posto) e non si limiti a sognare. Che si batta per ottenere quello che vuole. Una donna che impari sempre qualcosa, anche dagli errori e dalle sconfitte. Che consideri il comportamento di un essere umano a prescindere dal genere. Una donna che creda nel valore delle differenze, le usi come terreno di incontro e non le consideri barriere. Che conosca e accetti le debolezze, le pulsioni, i limiti che ha in sé, per riconoscerli e comprenderli nell’”altro”. Una donna che offra senza riserve i propri sentimenti, e anche se questi andassero sprecati non si impoverirà, perché sa di averne una scorta. Che sappia Accettare, Accogliere, Affermare, Ammirare, Ascoltare/Ascoltarsi, Baciare, Cacciare (i pregiudizi), Cambiare (idea), Costruire (insieme), Credere, Creare, Dare, Dimenticare, Domandare, Dubitare, Entrare (in empatia), Fremere (e provocare fremiti), Guardare (senza pudore), Iniziare (senza paure), Lasciare/Lasciarsi (andare), Meravigliare/Meravigliarsi, Nutrire/Nutrirsi, Osare, Perdonare, Pretendere (quando è lecito), Ridere (di cuore), Sentire (le assonanze con gli altri, i messaggi dei sensi), Sorridere, Sospingere, Sostenere, Tentare, Uscire (dalle situazioni di compromesso), Variare (menù, compagnia, taglio di capelli… tanto ricrescono!), Z – un prefisso ingannatore, non ultimo: Amare.

Può evolversi in un uomo chi non abbia velleità di successo ad ogni costo e consideri il confronto con chi ha deciso di amare un atto essenziale al vivere. Un uomo consapevole della sua nuova condizione di “essere” necessariamente e continuamente alla ricerca di completarsi, rinnovarsi, pur rimanendo un uomo. Un uomo che stupisca con la necessaria forza, soprattutto forza delle idee e della conseguente volontà a non arrendersi per realizzarle. Quest’uomo può considerare quello che dichiarerà anche fisicamente un nuovo manifesto alla sua condizione, sia comunicativa che d’azione, interpretando questa possibilità un modo per diffondere il suo: essere e pensarsi in evoluzione. Un uomo è un uomo solo se sa inventare un Mondo e non distruggerlo per non concederlo ad altri, quando sa rappresentare il genere all’interno del Mondo creato, ma lo può anche spiegare senza “falsi esempi esemplari” dietro cui nascondersi. È un uomo che può “definirsi” se sa essere punto di riferimento per i suoi affetti, raccontando le favole quando serve e non raccontandole a se stesso per mantenere un Mondo parallelo. Deve considerarsi un uomo in evidenza sia quando piange ma anche quando urla, vivendo il più possibile sereno e ragionevole in mezzo a questi due estremi. È un uomo quando regge e non delega a niente e a nessuno la “sorte” che gli è toccata, ma con la creatività necessaria cerca di rinnovarla questa “sorte” che potrebbe non piacergli. Insomma, può avventurarsi nel nuovo universo maschile che si trova difronte alla sua dicotomia, un uomo che usa quello che il destino gli ha concesso per migliorare le regole negative inventate da altri, che gli potrebbero impedire di essere un uomo positivo.

Francesca Perinelli e Davide Lorenzon – Dicotomie resistenti n. 1
Disegno di Fabio Visintin

 

Dicotomie n. 1 – Umanità: Donna/Uomo. (Su Cartaresistente)

1 febbraio 2013

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Le ho consigliato di starsene lontana dall’albero. Mi ha risposto che non l’avrebbe fatto. Prevedo un disastro. Emigrerò. (M. Twain, “Il diario di Adamo ed Eva”)

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Testi di Francesca Perinelli e Davide Lorenzon
Disegno di Fabio Visintin

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(Un sentito grazie per l’opportunità di pubblicare su Cartaresistente a Ferdinando Ambrosi, l’uomo dalla testa d’astice -o d’aragosta, come preferite voi-)

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