Posts Tagged ‘Analisi’

FP n. 117: 6 – Genere Maschile (su Cartaresistente)

30 dicembre 2014

Analisi: Il maschile è un enzima solitamente in grado di produrre gli atti e le funzioni proprie del maschio della specie umana. Può essere di tipo totale o relativo. In quest’ultimo caso se ne trovano tracce anche nella donna, riconducibili alla ben nota descrizione popolare “d. con gli attributi”, immagine efficace ma spesso non verificata all’osservazione diretta. Il maschile può rendere evidenti diversi aspetti di fragilità neurale connessi a un incompleto controllo della volontà da parte del paziente, a seconda che il m. abbia origine psicogena o riflessa. Non infrequente il caso di eccesso di maschilità, condizione di difficile contenimento, durante match sportivi o altri riti di origine ancestrale. Peraltro, con il confinamento del malato entro le mura domestiche, il maschile può gradualmente ridursi alla sua funzione primaria, svolgendo efficacemente un’utile azione di completamento al femminile, se presente nel medesimo soggetto (ad es. la cura della casa svolta con l’effettuazione di attività manutentive) oppure di contrasto allo stesso, quando di origine esogena (ad es. nella coabitazione con una donna). Non risultano ancora completati gli studi epidemiologici sulle congiunzioni ripetute tra maschile e femminile nella popolazione mondiale e, pertanto, sono di difficile valutazione i loro effetti a lungo termine sulla salute pubblica.

 

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FP n. 116: 5 – Eleganza, non è quella che vuoi (su Cartaresistente)

23 dicembre 2014

Analisi: L’eleganza è una condizione (detta anche “portamento” o “stile”) della persona che persegue una distinzione formale dalla popolazione circostante, nel periodo che va dall’inizio dello stato di veglia sino alla sua conclusione. Talvolta è di natura congenita, in tal caso essa non si interrompe col sonno. Se del primo tipo si parla di “e. a termine”, se del secondo, di “e. sine die”. In entrambi sono riscontrabili tratti narcisistici della personalità in misura variabile, più marcati nel caso di “e. a termine”. In letteratura medica si riscontrano casi di “e. immaginaria”, stato psicopatologico di talune persone ineleganti che desiderano vivamente la riuscita sociale, interpretando come fenomeni di eleganza segni e sintomi di origine diversa (accostamento irresponsabile di capi firmati, gestualità e/o fraseologia eccessiva, citazionismo, ecc.). L’eleganza è una malattia sociale, normalmente a decorso benigno, con completa remissione dei sintomi entro il termine dell’attività lavorativa (si è notata un’incidenza irrisoria o nulla dell’e. nel precariato). Nei casi più gravi l’eleganza diventa permanente, con complicanze che spesso sfociano nella paralisi e necessitano di ricovero a vita presso strutture di ricovero attrezzate, quali i musei delle cere.

 

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FP n. 115: 4 – Sono sensuale, sì… (su Cartaresistente)

16 dicembre 2014

 

Analisi: La sensualità è una condizione nella quale i sistemi di contrasto agli agenti eccitanti nell’ambiente sono poco efficaci. Causa primaria della sensualità è una eccessiva sensibilità del sistema nervoso periferico a carattere congenito, ma sono possibili accessi di sensualità conseguenti al verificarsi di importanti fattori esterni quali: l’approssimarsi di eventi o incontri di rilevanza erotica o emotiva; la lettura o visione di testi o spettacoli che sollecitano l’attivazione sensuale, eventualmente anche riferiti ad argomenti in apparenza estranei, quali cibo, ballo o vacanze in località esotiche. In alcuni casi si riscontrano picchi di sensualità conseguenti alla prossimità di persone di riconosciuta autorevolezza in vari campi quali l’economia, la politica, lo spettacolo. La sensualità si esplica con l’ammorbidimento della voce e dei gesti e con il prodursi in atteggiamenti, spesso non percepibili se non a seguito di un’attenta osservazione, tali da procurare una sensazione di piacevolezza a carico del sistema nervoso periferico, sia della persona che li attua che, non infrequentemente, anche di chi si trovi in contatto visivo o verbale con quest’ultima. L’eccesso di sensualità può sfociare in episodi parossistici, esibizionismo, molestie. Al primo insorgere di tali sintomatologie si raccomanda di evitare il contatto con la popolazione sana e di assumere ingenti dosi di notiziari dai mass media.

 

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FP n. 114: 3 – Romanticismo?… (su Cartaresistente)

9 dicembre 2014

 

Analisi: Il romanticismo è una pratica sentimentale, effettuata da soli o più raramente in coppia, tendente alla riproduzione del piacere derivante da una relazione piena ed appagante, mediante l’eccitamento verbale o visuale della fantasia. È detto anche sentimentalismo e, sia pure impropriamente, idealismo. Il romanticismo è frequente nell’infanzia, specie nelle bambine in isolamento televisivo e con difficoltà di contatto con la realtà (ad es. in presenza di conflitti coniugali tra i genitori), non solo come surrogato di una realtà soddisfacente ma anche per superare una tensione; la sua frequenza diminuisce in età adulta, più nell’uomo che nella donna. In passato il Romanticismo, in opposizione all’illuminismo, è stato considerato una pratica spregevole a causa della pericolosa evasione dalla realtà che espone chi lo pratica a contaminazioni con sette religiose e movimenti magici, spesso fonte di gravi emorragie di denaro per il singolo ed epidemie di disordine sociale. Dai primi dell’Ottocento, invece, con la crescente emersione della classe borghese, tali inclinazioni hanno assunto un significato positivo, fino a raggiungere, ai nostri giorni, caratteristiche di imprescindibilità personale e sociale, con il conseguente deterioramento di tali ambiti, ormai sotto gli occhi di tutti.

 

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FP n. 113: 2 – Un po’ di sana vergogna (su Cartaresistente)

2 dicembre 2014

 

Analisi: La vergogna nell’uomo è un’infezione della personalità determinata da fattori endogeni. Di solito si tratta della conseguenza di fraintendimenti, comportamenti scorretti oppure derivanti dalla manifestazione di una temporanea incapacità di intendere e volere. Le spore di questa malattia si alimentano dell’insicurezza presente negli strati più profondi della personalità, determinando in essa lesioni caratterizzate da rossore e da un’improvvisa chiusura al mondo esterno, quando non causano accessi di collera (cfr. FP n. 112) ingiustificata verso l’oggetto o la persona alla base dell’evento scatenante. La vergogna ha generalmente un decorso benigno, trovando nello scorrere del tempo un ottimo palliativo, pur non potendo quest’ultimo operare una rimozione definitiva dei fattori scatenanti. È possibile, peraltro, mitigarne gli effetti opponendovi dosi crescenti di ironia e ottimismo. Si è osservato anche che l’esposizione alla compagnia di buoni amici ne accelera la guarigione. Se non curata efficacemente possono, invece, verificarsi episodi di autolesionismo di varia intensità, più raramente con esito mortale.

 

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FP n. 112: 1 – Ci metto della Collera (su Cartaresistente)

25 novembre 2014

 

Analisi: La collera è una malattia acuta dell’anima, con esordio improvviso caratterizzato da profluvio verbale, vomito di cattiveria, rapido disseccamento della razionalità. Dopo le prime scariche iraconde le parole presentano una sonorità impastata e un caratteristico sentore acido. La fuoriuscita di grandi quantità di collera può provocare un grave stato di shock e, nei casi peggiori, portare al decesso. La collera è provocata da batteri appartenenti al ceppo dei provocatori: all’osservazione microscopica si presentano come personucole con caratteristiche irritanti che ricordano insetti rumorosi e velenosi. La collera è una tipica malattia a trasmissione comportamentale-orale: essa può essere contratta in seguito alla frequentazione di ambienti contaminati dalla presenza delle personucole di cui sopra. Le quali sono dotate di notevole resistenza, le bastarde: gli gridi in faccia di levarsi di mezzo e fanno pure finta di non capire! Sopravvivono a tutto, e uno per un po’ ingoia, ingoia, ingoia. Il periodo di incubazione infatti varia da pochi minuti a qualche settimana, dipendendo dalla capacità individuale di reprimere il montare della rabbia interna.

 

Davide mi aveva chiesto a bruciapelo se avessi voglia, ispirazione e tempo per dare un incipit a una serie leggera, uno spin off dei Focal Point di Cartaresistente. Gli ho detto di sì subito, senza sapere in cosa mi stavo impelagando. Il bello è che in breve non solo ho buttato giù tutto ma mi sono anche divertita.

Ne sono usciti sei post scritti da entrambi in separata sede, composti dall’Analisi (mia) e dalla Sintesi (a cura di CRT2) di sei parole chiave legate da un denominatore estremamente personale: per Davide, affetto da “maschilità”, forse la sintesi di ciò che gli appare sbirciando nello specchio.

Mentre il mio contributo è giusto un buffetto sulla sua guancia seriosa, scritto sulla falsariga della definizione medica di immaginarie malattie, dalle quali, in fondo, non è sempre auspicabile guarire.

Lo riporterò qui, volta per volta, specchietto per voi allodole.

Il resto lo leggerete su Cartaresistente.


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