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Dicotomia n. 14 – Trasporti: pubblici/privati

4 maggio 2018

Il post originale è apparso su Cartaresistente il 16 maggio 2013

La gente non ha quello che merita, ha quello che gli capita.
Gregory House (Hugh Laurie), in Dr. House – Medical Division, 2004/12

Comincia da un divieto: Zona a Traffico Limitato. Come puoi muoverti ogni giorno in macchina, se hai scelto di vivere in centro città? Anche i soldi sono un incentivo. Per trentaduemetriquadrilordi, balcone incluso, spendi una cifra che non ti permette di spandere altrove il tuo poco denaro, non lo consegni neanche più alla banca. Hai visto che fine hanno fatto a Cipro? E tu sei pronta. Davvero a tutto, pur di restare qui. Hai scavato un buco sotto una mattonella in cucina. A fine mese ci depositi lo stipendio, che si consuma esattamente in trenta giorni. Hai solo un salasso l’anno: la tessera intera rete del trasporto pubblico. Quel giorno consegni il denaro all’uomo dietro lo sportello e poi digiuni, o quasi, per circa due settimane. Ma hai scelto strategicamente di rinnovarla sempre a giugno, giusto in tempo per fare un po’ di dieta in vista dell’estate. Smettendo di guidare sono finiti i guai alla schiena. Ora sei flessuosa e pronta di riflessi. In ogni momento sobbalzi, ondeggi, vieni sollecitata in ogni direzione. L’autobus è una metafora della condizione moderna. Di più: è l’avanguardia della Sopravvivenza. Chi non apprezza non sa che, intanto, si fanno un mucchio di nuove conoscenze. Si imparano le lingue. Si ammirano i dintorni da un punto di vista aereo e si può spaziare in ogni direzione senza timore di perdere il controllo. Si prendono appunti, si telefona, si fotografa. Si aggiornano blog e profili dei social network. I limiti li stabilisce la lungimiranza dell’Amministrazione comunale. Se sarà stata accorta, avrà creato linee che raggiungono le zone più inaccessibili, dotate di vetture elettriche che percorrono corsie preferenziali, e la possibilità di salire tirandosi all’interno anche una bicicletta. Avrà istruito gli autisti alla cortesia e li pagherà abbastanza bene da non fornirgli scuse per scioperare. Garantirà panchine comode e tettoie per l’attesa. La mobilità sarà regolata elettronicamente da un GIS seguito dal satellite, consultabile via web da tutti i cittadini. Il luogo dove vivi sarà sano, e tutti più sorridenti. Mentre pregusti il futuro ti accontenti di sognarlo, standotene sotto la pioggia, al buio, in una zona malfamata, in piedi dopo una giornata di lavoro e con un appuntamento sfumato perché sono due ore che il bus non compare all’orizzonte.

Tutti i giorni è una guerra divisa per battaglie combattute a ore. Se ti devi muovere con la tua auto nel traffico, questo è! Devi evitare il percorso minato di Autovelox: sempre più precisi; nascosti; continui; spietati, gestiti da Amministrazioni in crisi di identità ed economica, capacità di riflessione, coscienza morale verso i cittadini che da qui in poi gli dedicano i peggiori pensieri quotidiani. Mezzi di locomozione infiniti da non investire o farsi investire: camion; macchine; minicar; biciclette; moto; scooter; autobus, pulmini, pick-up; “americanate”, da scansare con accurata attenzione, pena l’essere travolti da ulteriori problemi e spese “super-accessoriate”. È di pazienza che ti devi armare prima di partire senza farla diventare una malattia, perché sai che nella tua scatola di lamiera, a forma di pandino o super-comoda-rossa, ci dovrai passare del tempo. E quando arriva la telefonata? Incroci le dita perché siano buone notizie, se ti comunicano problemi o pronto intervento niente puoi fare, il tutto di cui sopra è contro di te e la tensione potrebbe aumentare mandandoti “fuori di testa”. Quindi in macchina anche se lo vorresti fare, sarebbe salutare non rispondere al telefono e non per eventuali multe. Il panorama che ti passa davanti nel migliore dei casi è senza Città caotica/inquinata, ma alla fine apprezzi anche l’aiuola spelacchiata o l’alberello asfittico che cerca di sopravvivere lungo la via. E si potrebbe continuare, con: caldo – freddo; pioggia – neve – grandine; cani – gatti – pedoni; forature – rotture meccaniche quando meno te lo aspetti; benzina – gasolio – GPL – pedaggio autostradale sempre più caro; lavavetri sempre più extratutto ed extradisabili ai semafori – semafori con l’arancio sempre più breve gestito dal T-Red. E qui si ritorna alle Amministrazioni: politicamente infangate; promettenti il nulla; pieni di “omini e donnine” che comandano vestiti di tutti i colori possibili anche quello “cacca”! E con questo non ho detto tutto, ma per il momento, abbastanza… ma siamo solo alla prima puntata!

Francesca Perinelli e Davide Lorenzon – Dicotomie resistenti n. 14
Disegno di Fabio Visintin


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