Ebbasta fidelizzazioni (su Cartaresistente)

21 luglio 2015

 

Questi gli esiti della mia ricerca: ancora non ti ho trovato, ma adesso temo il peggio. Mi sono arresa a questa conclusione a fatica, prima ho dovuto affrontare, quindi riprendermi, dalla scoperta di una situazione della quale, è evidente, non eri consapevole, non fino in fondo. Parlando con te al telefono e nei nostri ultimi, rari, incontri, mai avevi accennato alla piega presa dalla tua esistenza.
Ultimamente eri assorbita da Huysmans, i nostri amici ti hanno vista spesso ai tavolini dei bar circondata dai i suoi libri, più di una volta anche con una tesi su di lui davanti agli occhi, eri sempre più distante e fredda. Poi sei scomparsa. Nessuno ha tue notizie da settimane, sebbene alcune malelingue di tanto in tanto dicano di aver incontrato una tizia uguale a te, in abiti firmati, assieme a emeriti cretini, in pose, ore e posti poco seri. Non ci ho mai creduto. […]

(Leggi il seguito su Cartaresistente: Ebbasta d’autore: fidelizzazioni)

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19 giugno 2015

Questo è il post numero cinquecentouno.

Saturo di contenuti ficcanti, come il precedente anche questo articolo ripropone (ma, meglio: afferma, risolutamente e definitivamente) il valore fondativo dell’abbigliamento quale collante interno ed esterno alla blogosfera, e l’omologazione come imprescindibile fattore di coesione sociale. Nondimeno si impone per l’arditezza e l’innovatività della proposta politica esposta, che trova definitiva e matura collocazione nell’attuale contesto governato dal web, ormai slittato oltre la Linea Maginot di demarcazione tra postmodernismo e postavanguardia.

 

Un fortunato modello di jeans agli albori di una nuova era.

 


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