Città raccontate: Roma n. 4 – La periferia (su Cartaresistente)

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Roma_Periferia

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Il tempo fa slittare pure i nomi: non è più “Comune di”, ma “Roma Capitale”. Il centro, entro le mura, è “Città Storica”. Slittano pure certe vite. Da giovani che furono, nate sul biondo Tevere, si ritrovano vecchie, e spinte dalla necessità alle estreme vette dei palazzoni di quartieri dominati dal colore grigio. Rifugio dei due terzi degli abitanti della più popolosa città d’Europa.

“Vieni, ti faccio vedere. In questa strada una volta c’erano le barricate, Questo portone qui, è quello dove mio zio aveva la sua bottega. Non si legge l’insegna, sai dirmi quale negozio ci hanno messo adesso?”

Io mi vergogno, di Roma non so niente al suo confronto. Lui è uno che ha girato sempre a piedi. Che per poco non si trovò rastrellato per la rappresaglia delle fosse Ardeatine. E che sfuggì al lager saltando da un treno in corsa, marciò per giorni solitario e senza cibo, fino a tornare a casa, e non muoversi mai più da lì. Soltanto un paio di ultimi, piccoli spostamenti, quelli sì che li poteva fare. Il primo, per portare a Roma il primo amore, un fiore colto tra le risaie padane. Mica si vergognava di imbastardire il sangue, romano da molte generazioni. L’ultimo e più piccolo moto lo fece andando via dal centro, cercando spazio per la famiglia in crescita. Fu fortunato, molti quartieri furono riempiti a seguito di veri e propri sfollamenti, e sulle macerie delle case abbandonate si sono aperte strade, come la mussoliniana via della Conciliazione, al posto della “Spina dei borghi”, in faccia a San Pietro.
Quest’uomo, di quando in quando, torna in centro città grazie a Street view e, se sono nei paraggi, mi racconta storie e aneddoti, e poi conclude sorridendo: “Che bella cosa la modernità”.

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Testi di Francesca Perinelli
Fotografia di Luigi Scuderi

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2 Risposte to “Città raccontate: Roma n. 4 – La periferia (su Cartaresistente)”

  1. Barney Panofsky Says:

    Molto bello, molto vivo. L’anziano ritornante in centro e’ una figura davvero toccante: adoro le persone anziane che hanno la fortuna di ricordare -e raccontare- un mondo che loro hanno visto, e che noi possiamo fruire solo attraverso di loro. Un nonno di un mio amico ci deliziava, da ragazzi, con racconti estenuanti di tutte le tappe di ciascun Tour de France postbellico: le salite, la polvere, gli scatti… e i suoi occhi che si illuminavano al ricordo, e ridevano con lui.
    Tornando a bomba al pezzo: sarebbe divertente tirar fuori da tutti i racconti una guida minima -non tutta turistica, non solo letteraria- per le varie citta’ toccate, no?

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    • icalamari Says:

      Credo anche io che sarebbe molto bello. Parliamone con CRT… 🙂

      (Il ritratto è quello di un uomo che conosco da vicino. Com’è tiranno il tempo, quelli come lui dovrebbero godere di un’immunità speciale)

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