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Città raccontate: Roma n. 3 – Vista segreta su San Pietro (su Cartaresistente)

11 Maggio 2013

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Vista segreta su San Pietro

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La verità è che sei diventato cieco: non sai più vedermi come la prima volta. La prima volta, a te è mancato il fiato, come fossi fasciata di vento e non di quell’abito che rifletteva il cielo. O anche distesa a gambe aperte, anziché in piedi, dritta, tremante, così emozionata. Oggi che sopra il tuo sguardo pesano tutti gli sguardi che ti hanno preceduto, anche se hai gli occhi aperti, tu non sai più vedermi. Sono una cartolina sbiadita da giorni riarsi dal troppo ardente sole e da altri sfiniti dalla troppa pioggia.
Ma, vieni, accosta l’iride a questa vecchia serratura, accetta di essere il mio turista estremo. Questa sono io, come solo a te mi mostro. Come soltanto a te mi voglio rivelare. Resta così se vuoi, resta finché ti piace. Sono sicura che tornerai a vedere.

Il problema, signori, è che noi non riusciamo più a vedere / crediamo di vedere…ma in realtà vediamo delle cose / che già sono state viste, da altri…

Io vedo laggiù una ragazza, una donna con i capelli rossi / ma per me che sono anche un pittore, / una donna con i capelli rossi è Munch. / Se fosse bruna, nuda, stesa su un divano è Modigliani, / su un prato di margherite è Klimt… / Una puttana signori, una puttana è Otto Dix / Una puttana che si riscalda con dei copertoni sull’autostrada è Fellini / Un accattone, è Pasolini… / Un albero, un albero è Mondrian / Un prato verde con dei papaveri rossi è Manet / con dei girasoli è Van Gogh…

Il sole, il sole è Turner / Il mare, il mare è Pino Pascali / Una mucca signori, una mucca è Segantini, / una pecora è Bunuel, / una capra è Picasso / un cavallo, non importa di che colore, un cavallo dei carabinieri è Fattori / Un cavallo bianco con la criniera al vento è De Chirico, / un cavallo bianco e uno nero è Gauguin / Un gabbiano… un gabbiano è Checov… è Cardarelli, è Bellocchio / Un cane randagio è Bacon, / un cane che muove le zampette è Balla…

Il blu è Klein, il rosso è Burri, il bianco è Fontana / il rosa è Matisse, il giallo è Van Gogh, il nero è Goya… / La Gioconda signori, la Gioconda non è più Leonardo Da Vinci / è Marcel Duchamp… / Un cardinale è Scipione, un generale è Bai / Un uomo magrissimo è Giacometti / Una donna grassissima è Fellini… / Un direttore d’orchestra è Fellini… / Un clown è Fellini… / …Noi Fellini lo vediamo da per tutto…

Una scarpa, una scarpa è Jim Dine / Una cravatta è Jim Dine / Un segnale stradale è Mambor / Una pipa è Magritte / Una scopa è Man Ray / Una bottiglia di coca cola è Andy Wharol / Marylin Monroe è Andy Wharol / Un hamburger è Oldenburg

Guernica… Esiste una cittadina spagnola che si chiama Guernica / ma Guernica è Picasso, / Roma è Fellini, / Milano è Zavattini, / Londra è Hitchcock, / Manhattan è Woody Allen, / Bruxelles è Ensor, / Dublino è Joyce, / Praga è Kafka, / Vienna è Freud…

Noi non riusciamo più a vedere signori…

Remo Remotti è nato a Roma nel 1924. Poeta, pittore, autore, attore, è stato paragonato a Charles Bukowski. Ha esposto alla biennale di Venezia, ha lavorato, tra i tanti, con Bellocchio, Scola, i Taviani e con Moretti. Internato tre volte in manicomio, dice solo quello che gli passa per la testa. Dopo aver gridato in una splendida poesia degli anni cinquanta “Mamma Roma, addio!”, è rimasto infine entro l’abbraccio materno e passionale della Città Eterna.
Forse talvolta sosta con qualche donna nei pressi del Giardino degli aranci all’Aventino. E ammira il Cuppolone di San Pietro con il suo sguardo libero, dal buco della serratura del portone d’ingresso ai giardini del Palazzo dei Cavalieri di Malta (risalente al X secolo).
La piazzetta, esempio quasi unico di rococò romano, il portale d’ingresso con la toppa prospettica, e la prospiciente facciata della chiesa di Santa Maria del Priorato, sono le sole opere architettoniche realizzate dall’architetto, autore di celeberrime incisioni, Giovanni Battista Piranesi, nato a Mogliano Veneto e morto a Roma, che ne fu incaricato nel 1765 dal Cardinal Rezzonico.

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Testi di Francesca Perinelli
Fotografia di Luigi Scuderi

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