Posts Tagged ‘Libro’

Dal fondo _ 25

25 gennaio 2015

 

Un attimo dopo, lei sta grondando sangue. Scompare rapidamente da questa terra, così come ogni ragione dell’esistenza di Mauro. E il mio odio per lei si tramuta per sempre in una pietà infinita.

Se solo potessi, scambierei subito la mia vita con la sua.

– Si chiamava Marta.

– Lui l’amava?

– Tanto.

– Ma poi ha sposato te.

– Amava ancora lei.

– …Perché me lo hai raccontato?

– Davvero non lo immagini?

– Che succede? – fa Lino comparendo in cambusa. Simona ne approfitta per uscire, se lo tira dietro e lascia sottocoperta il suo sguardo inquieto.

Dopo un lasso di tempo utile a riprendere il controllo, decido di raggiungere Mauro fuori, accanto agli altri due.

Gli faccio una carezza. Si sposta, ma mi mette la sua giacca addosso e dice:

– Hai freddo. – E non è una domanda. Si alza e si allontana, senza aspettare una risposta non dovuta.

 (continua)

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Dal fondo _ 24

24 gennaio 2015

 

Mauro era con me già da quattro anni. Regista di successo. Uomo coi piedi per terra e dalla mente libera, capace di raggiungere vette inviolate. Quando si innamorò. La sua ragazza morì in un incidente d’auto e ora è convinto di essere un assassino: lui guidava, e lei gli sedeva accanto. Aveva solo 17 anni.

Simona mi chiede, con voce appena udibile:

– Era ubriaco?

– Sì.

– Negli ultimi istanti della propria vita, che cosa può provare una ragazza di 17 anni?

La mia stessa domanda in tutti questi anni.

Mi si annebbia la vista quando vedo ciò che non dovrebbe esistere. Ora davanti a me c’è quella ragazza. Ha il viso di Simona.

Assisto al loro bacio struggente. Si stringono, si fondono, e sembrano capirsi come mai a me e Mauro è riuscito in tutta una vita insieme. Come se il mondo fuori di loro non esistesse affatto.

 

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Dal fondo _ 23

23 gennaio 2015

 

Ci sono storie che potrebbero proseguire immutate per l’eternità, le ferma solo l’irruzione della morte. Equilibri che, misteriosamente, sfidano le leggi dell’evidenza: non si può restare per sempre uguali a sé stessi.

Ci sono relazioni che fondano la propria solidità sull’accettazione di ogni infrazione al senso comune, purché non venga lesa mai l’unicità della coppia, monade superiore a chiunque e a qualunque evento, pena la disgregazione istantanea dei singoli che ne fanno parte.

E poi ci sono paste diverse, che non si emulsionano, che mettono tutto in comune senza riserve, ma anche senza condividerlo mai fino in fondo. Elementi che la vita separa, tendendo tra le loro teste un filo d’acciaio che minaccia di decapitarli allo sconfinamento. Non c’è motivo apparente perché debbano avanzare affiancati. Sanno attraversare il mondo da soli, a testa alta, ambiscono a traguardi propri, a volte ottengono ciò che desiderano.

Eppure, non possono fare a meno di mantenersi in vista, e dedicarsi l’un l’altro pagine della propria storia, fino alla fine dei giorni.

 (continua)

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Dal fondo _ 22

22 gennaio 2015

 

Io e Simona, sottocoperta, mangiamo un piatto veloce, di tanto in tanto ci guardiamo di sottecchi. All’improvviso mi accorgo di non poter più aspettare: con mia stessa sorpresa, passo all’attacco.

– Da quanto ti interessa il lavoro di Mauro? Non è un caso che ti ritrovi qui, vero? Magari non è neanche un caso che tu sia la ragazza di mio fratello…

– Ti sbagli, non mi interessa Mauro.- Pronuncia il suo nome con tanta disinvoltura. Anche se so che non è materialmente possibile, questo dettaglio, l’inflessione neutra con la quale Simona dice “Mauro”, anziché tranquillizzarmi, non fa che rafforzare le mie convinzioni.

– Non sono mica scema, vi ho sentito parlare del suo lavoro e tu sei troppo competente.

Prendo fiato e vomito ancora la mia frustrazione addosso a lei:

– Farai strada, sei una ragazza sveglia. Ma non attraverso lui! – Batto il palmo della mano aperta contro una parete. – È ora che tu sappia qualcosa.

 

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Dal fondo _ 21

21 gennaio 2015

 

Dal fondo della notte successiva, gonfia di vento, di nuovo soli sul ponte, i due uomini tengono in mano un gin, di tanto in tanto lo portano alla bocca.

Mauro ha incalzato Lino fino a stanarlo: mio fratello ammette che non è felice. La diversa risposta all’infelicità che li accomuna, spalanca la distanza tra di loro.

– Non sono mai stato una persona seria, però tu… – Dalla cambusa mi arrivano brani di una litigata sottovoce. – …Tu hai talento! È vero, grondi talento da ogni poro! Ma, porca miseria, ammettilo, non per il matrimonio! Vogliamo chiederlo a mia sorella?

– Saresti più onesto tu che non t’impegni mai?

Mauro frantuma la frase in una risata amara.

 

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Dal fondo _ 20

20 gennaio 2015

 

È notte, fuori, sul ponte umido Simona si stringe a Lino, che sonnecchia avvolto nel giaccone. Lei sorride, lontana.

Hanno un’unica origine, versi e sospiri di fumo, opalescenti e acri. Mauro ha gli occhi lucidi, nessuno può ignorarlo. Eppure, ciascuno ci prova come può. Eseguo la sua poesia: mi fletto e aggiro l’argomento. Racconto di come ci siamo conosciuti.

Mauro ascolta per un po’, poi (dovevo saperlo, perché mi sono fidata?) dice di non ricordare nulla del nostro incontro.

– Ma, andiamo. Hai detto “I nostri lavori sono così simili”…

– Mai detto niente del genere.

– Come sarebbe, davvero non ti ricordi?

Al silenzio che oppone, mi guardo attorno, smarrita, ma gli altri due hanno già chiuso le palpebre.

 

 

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Dal fondo _ 19

19 gennaio 2015

 

Ritrova il pensiero lucido.

Se sei in ginocchio, in pezzi, ricomponili.

Per raddrizzarti, flettiti.

Impegnati a piegare anche un sorriso,

perché la simulazione è certo

che arrivi fino al cuore delle cose.

Nel deserto accetta la polvere.

Respirane le impurità.

Le rose case di formiche, accettale.

Così la fitta sassaiola

delle attenzioni non richieste,

quando vieni preso di mira alla sprovvista.

Comàndati da fuori a mente fredda.

Lucida la corrosione.

La coscienza dell’inutilità del tutto è la base

della libertà dal dolore.

Rinnega la compassione – Il gioco è un cerchio chiuso –

Non farle mettere le mani attorno ai fianchi,

aprire la tua stessa bocca.

Reprimi la risata.

Intona un canto vuoto,

perché la suo eco rimbombi per le stanze.

Uccidi la poesia.

 

 

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Dal fondo _ 18

18 gennaio 2015

 

La biblioteca è abbandonata e polverosa. Mi aggiro in cerca di un posto isolato, mi siedo e mi immergo nella scrittura. Perdo il senso del tempo, non so di essere stata seguita.

Ho scritto quello che dovevo, una lettera che concludo con: Non sono stata io!

Parla di amore, di amore per una donna. Grondano sangue, la lettera e la donna. Eppure, mentre muore, so che non sta soffrendo per sé stessa.

Un rumore mi fa sollevare la testa. È Mauro, sposta la sedia accanto alla mia, mi toglie la lettera da sotto, la fa cadere in terra. Prende le mie mani e mi fa alzare. Lo guardo allibita, sono arrabbiata nera, ma a lui sembra non importare.

Sta cercando di spogliarmi… ma così, adesso, non voglio! Piango, piango sempre più forte.

Lo odio.

– Ti odio! Ti ho visto… Tu non ci pensi mai a me! Mai!

Mauro scuote la testa, fa per allontanarsi. Mi assale un dolore in petto, come se mi si strappasse il cuore. Lo imploro a bassa voce di perdonarmi. Ci pensa un attimo, si volta, spalanca le sue braccia, ma sta fissando in terra. Poi, per un istante infinito, mi ritrovo a piangere stretta contro di lui.

 

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Dal fondo _ 17

17 gennaio 2015

 

È un pomeriggio azzurro di quiete apparente.

Prendiamo un aperitivo nel patio di un bar affollato sulla costa. Il tempo è vago, come i nostri discorsi, che fatalmente tornano sul mio progetto.

– Perché non dovrebbe essere stato lui?

Tutti e quattro indaghiamo svogliatamente le trame di quegli omicidi. Ma Mauro mangia con gli occhi Simona. Lo riconosco lo sguardo del regista, innamorato delle sue inquadrature.

Da un gruppo di ragazzi in piedi si stacca una studentessa di liceo. Gli si avvicina, lo chiama e intanto compie ampi gesti con le braccia, gli fa dei complimenti, si volta a richiamare l’attenzione degli amici.

Ma lui si muove goffo in mia presenza, cerca di prendere le distanze. Sono a disagio, mi alzo infastidita, Mauro mi segue subito dopo. La ragazza, disorientata, si affretta a farsi riassorbire dal gruppo di amici. Simona prende il mio posto accanto a mio fratello.

 

 

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Dal fondo _ 16

16 gennaio 2015

 

Intorno il mare è d’olio. Nuvole basse, e il quadro è verde oliva e cenere.

Rileggo ciò che ho scritto, lo spiego a mio fratello.

– Due anni dopo il delitto, lei manda una lettera chiedendo un incontro segreto. Fila?

– Può darsi.

Siamo entrambi distratti. Simona ride alle battute sciocche di Mauro. Udiamo distintamente lui pronunciare le parole sesso e uomo.

– Tutto bene? – Lino mi scosta i capelli dal viso, sotto ci trova i miei occhi indifesi.

– Non molto – rispondo con la voce che mi trema.

 

Nemmeno un bacio stamattina mi ha dato mio marito.

 

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