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Il post originale era parte del racconto “Infinito presente”, oggi incluso nella raccolta che porta lo stesso titolo, pubblicata nella collana iCalamari.
“Infinito Presente”, con “Simulare” e “Umami”, è la seconda di tre storie che scivolano una nell’altra; tre personaggi che, dalle concatenazioni realizzate nella circolarità dei loro atti, provano per successive approssimazioni a riappropriarsi del libero arbitrio e a riconoscere e superare colpe e limiti autoimposti.
La trama. Aldo, personaggio centrale del racconto e della trilogia, segnato profondamente nell’infanzia da una tragedia famigliare, nell’estate del 2012 si trova ad uno snodo esistenziale dal quale influenza drammaticamente le vite delle protagoniste dei racconti che precedono e seguono “Infinito Presente”. Incapace di contrastare la pressione sociale e familiare a cui è sottoposto, la sua deriva psicologica evolve in un delirio che trova, come unico argine a contenerlo, la poesia.
[continua]
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Paolo Conte – Fuga all’inglese
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*) Raymond Carver, Errand – The New Yorker, June 1, 1987
**) Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi Ed. Feltrinelli, 2010; Wim Wenders, Stanotte vorrei parlare con l’angelo – Scritti 1968-1988, Ed.ubulibri, 1994
***) Antonio Tabucchi, racconto “Vagabondaggio” su Dino Campana
Tag: Anton Pavlovič Čechov, Antonio Tabucchi, Dino Campana, Paolo Conte, Poesia, Racconti, Raymond Carver, Wim Wenders

17 agosto 2012 alle 16:01 |
“La fuga nella vita… e chi lo sa… e che non sia proprio lei la quint’essenza…
Tanto di noi si può fare senza… Sì tanto il tempo passa anche sotto il sofà…”. (P. Conte).
Grazie per il racconto quasi-filmato e musicato. Qualche sentito brivido dalle vene. Grazie alla scrittrice “con la maglietta blu scuro da poco prezzo, i pantaloncini corti di colore beige” e le gambe incrociate oscillanti nel ritmo agitato dei piedi fasciati da spartana… Da ascoltare volentieri, forse per l’accento?.
E poi Dino Campana ringrazia per l’alga marina dentro ai capelli (della donna genovese) radicata nel cuoio, che spinge il vento di mare a crescere profumato ogni volta cha la mano dell’anima li intreccia e li scioglie in un infinito scirocco…
“Su tutta la scena si spandeva la luce dorata proveniente dal mare”. Il riflesso del Sole, il bacio della buonanotte.
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17 agosto 2012 alle 19:34 |
Sono un tipo dipoche parole: davvero grazie, a te. E bentornato.
🙂
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