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Ora o mai più!

Re della foresta

 L’onorevole Tarzan di Jacovitti

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Non spaventarti se il consenso è poco:

C’è bisogno di te che stai al gioco.*

“I consensi sono parchi?

Ti spalleggian gli oligarchi!”

Con la Costituzione accendi il fuoco.

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*) Indegna parodia di Primo Levi, che propugnava il metodo scientifico per favorire il progresso dell’umanità. Tutto il contrario della politica nostrana, nella quale, per dirla con Rodotà,  “apprendisti stregoni” si apprestano a remare in direzione contraria al modello della democrazia partecipativa, che proprio il progresso e il “mutamento continuo dello scenario tecnologico” che il progresso comporta, favorirebbe enormemente ai nostri giorni.

Anche se Levi non proponeva di smacchiare giaguari, bensì di pettinare le chiome alle comete, lui di certo non scherzava affatto:

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DELEGA

           Non spaventarti se il lavoro è molto: 
           C’è bisogno di te che sei meno stanco.
           Poiché hai sensi fini, senti
           Come sotto i tuoi piedi suona cavo. 
           Rimedita i nostri errori:
           C’è stato pure chi, fra noi,
           S’è messo in cerca alla cieca
           Come un bendato ripeterebbe un profilo,
           E chi ha salpato come fanno i corsari,
           E chi ha tentato con volontà buona.
           Aiuta, insicuro. Tenta, benché insicuro,
           Perché insicuro. Vedi  
           Se puoi reprimere il ribrezzo e la noia 
           Dei nostri dubbi e delle nostre certezze.  
           Mai siamo stati così ricchi, eppure
           Viviamo in mezzo a mostri imbalsamati, 
           Ad altri mostri oscenamente vivi.
           Non sgomentarti delle macerie  
           Né del lezzo delle discariche: noi
           Ne abbiamo sgomberate a mani nude 
           Negli anni in cui avevamo i tuoi anni.
           Reggi la corsa, del tuo meglio. Abbiamo
           Pettinato la chioma alle comete,  
           Decifrato i segreti della genesi,
           Calpestato la sabbia della luna
           Costruito Auschwitz e distrutto Hiroshima.
           Vedi: non siamo rimasti inerti.
           Sobbarcati, perplesso;
           Non chiamarci maestri.

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Elefante perentorio

Giorgio, elefante perentorio

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