Posts Tagged ‘Beppe Grillo’

Aggiornamenti che vanno colti al volo

2 marzo 2013

sette modi

Qui a Roma è in corso un incontro di Cosplay.

Carini, per carità, io pure mi diverto ancora, qualche volta, e in privato, a travestirmi (da quello che mi pare però, non da fumetto in carne e ossa). Ma quello che mi fa pensare è che ci sia gente in giro che trova che sia il momento adatto per le carnevalate di piazza. Giusto ieri ho acquistato qualcosa via ebay, incontrando vis-a-vis una sconosciuta, architetto come me, convivente senza figli, disoccupata e senza prospettive, che non trova lavoro nemmeno come commessa, con gli occhi pieni di apprensione per il futuro, che a travestirsi certo non ci pensava neanche da lontano.

Ma forse questo loro è un metodo di fuga dalla morsa del presente. La virtualità assunta come realtà. Io mica lo sapevo che “Ci sono ben sette modi diversi di maneggiare la spada laser” (e lui che me lo stava dimostrando, era bravissimo). La spada laser è un accessorio indispensabile in città. È pulita, pratica e maneggevole. Inoltre, una volta richiusa, si porta agevolmente in tasca. Costa soltanto 130 Euro, tu pensa. E io che non lo sapevo.

E dire che dovrei essere abbastanza informata, ormai, sulla virtualità. Prima di varcare la soglia della rete (facile aprire un blog, il difficile è decidere che valga la pena di farlo e mantenere intatta questa convinzione nel tempo) non sapevo niente di niente anche di netiquette e di tante altre cose ovvie. Per esempio, è stato un altro blogger, agli albori della mia esperienza, ad invitarmi a usare le faccine, che allora, non avendo mai utilizzato chat, trovavo irritanti e infantili. La cosa ha portato indubbi vantaggi: le conversazioni si sono fatte svelte ed essenziali.

Anche se purtroppo le emoticon mancano di sfumature ed è difficile che uno smile di circostanza possa distinguersi da un sorriso sincero. Così come è difficile interpretare un bacio (su questo sono davvero molto attenta, al limite dell’anaffettivo). È dato in amicizia su una guancia, o è un’appassionata limonata con zucchero, soda e ghiaccio sui capezzoli? Non si capisce. Ogni tanto mi stufo di tanta semplificazione, e provo a non utilizzare emoticon almeno nelle email. E ciò che dico diventa immediatamente atonale, rigido e freddo. Mi pare di punire l’interlocutore. In breve riprendo a farlo regolarmente, mi dico Poco male per le incomprensioni. E qui di nuovo sbaglio, è un circolo vizioso, non c’è modo di uscirne.

Quando capita a me, di ricevere messaggi senza mimica facciale annessa, immagino sempre il mittente come una gentildonna o un galantuomo che snobba consapevolmente l’etica della rete per sottolineare che quel mondo lo attraversa solo di passaggio. Se invece lo fa qualcuno che frequento da tempo, capisco che dietro c’è del non detto. Ma va’ a capire cosa, senza nemmeno il suo viso a farmi da traduttore.

Mentre muovevo i primi passi nel virtuale, comunque, pensavo che le persone con nome e cognome in chiaro, mantenessero intatta la propria specificità umana e che semplicemente utilizzassero il mezzo per aumentare la propria penetrazione nelle cose del mondo liquido. Non sempre. In rete nascono anche persone nuove. Senza padri né madri. Né figli per i quali fungere da modello (ci sarebbe da aprire il tema dei vantaggi dell’onestà dovuta ai figli sul conto di sé stessi, ma non è la sede adatta).

Persone che a volte mantengono il possesso dei corpi reali che li hanno ideati, a volte invece no: sono figurine che si scollano, giorno dopo giorno, dal loro dorso ceroso che, spesso, viene buttato via. C’è tutto un teatrino delle figurine, silenzioso e invisibile, che rappresenta continuamente commedie e tragedie anche molto tribolate, dietro un sipario chiuso alle spalle del mondo dei loro gioc-attori in carne ed ossa.

Un po’ come gli adolescenti, ne incontro molti viaggiando sui mezzi pubblici. Ma mettiamoci pure i tardoadolescenti. Visto che ho l’università vicino al posto di lavoro, sull’autobus del ritorno spesso mi ritrovo nel loro mondo fatto di serate organizzate all’ultimo minuto, commenti saputi su professori e programmi, preoccupazioni per le aspettative dei genitori sugli esami, schermaglie classiche tra un lui e una lei che si sono appena conosciuti. Divertente, il più delle volte.

Sempre ieri, insieme a me in bilico, ma tutte schiacciate, nell’autobus del ritorno, c’erano molte persone in corso di conclusione di una settimana di passione civica, di giornata lavorativa estenuante, di faccende personali complicate. Accomunate dallo stesso desiderio di finirla, e alla svelta. E dunque, sofferenti e silenziose, anche le novantenni, cercando di sopportare il sopportabile da chi, volente oppure no, ci dondolava appiccicato addosso.

A parte quei tre con l’aria di saperla lunga dall’alto della loro età più fresca e della maggiore altezza, lo spilungone ci sovrastava quasi tutti, chissà se per il progresso della sua linea genetica oppure per il cibo e le cure migliori che la modernità non ha potuto offrire a noi prima di lui. Ci derideva e lo faceva pensando sicuramente di sfoggiare un humor tanto fine da essere incomprensibile a delle menti vetuste come le nostre. Ci derideva, sostenuto dai suoi pari, e ci fumava in testa.

Non è vietato fumare sigarette elettroniche, ha commentato scuotendo la testa un uomo con accento francese e apparenza africana, una volta sceso il terzetto dal mezzo pubblico dopo appena una fermata. No, ma è maleducazione, ha aggiunto la ragazza dell’est con l’aria sfinita e i vestiti miseri di qualcuno che svolge un lavoro ritenuto indegno dai giovani nostrani. Che poi puzza comunque, anche se è finta. Che poi non sai quanta nicotina ti entra nei polmoni e il cancro ti viene lo stesso. Che poi ci sono studi che dicono che sono pericolose: ti scoppiano all’improvviso in bocca.

Che comunque eravamo tutti stanchi e demotivati e anche se avevamo votato Bersani, Grillo oppure anche Berlusconi, in quel momento volevamo solo andarci a riposare. E in questo eravamo umani tutti allo stesso modo, ci stavamo rispettando l’un l’altro, finché non è arrivato l’ipergiovane desideroso di scaricare la sua vitalità (e in astinenza da sesso, chissà), che ancora non aveva capito che nella merda ci si ritrova in pieno pure lui. Era salito solo per prenderci in giro.

Io in rete ci sto con nome e cognome, sono di quelle che si comportano in un modo, dentro e fuori. In quel momento, non mi sarei fatta troppi scrupoli per eventuali incomprensioni, la mia faccia poi si vedeva bene. Avessi avuto una spada laser, gli avrei fatto vedere io i sette modi in cui so maneggiarla.

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Il nuovo carro e quel bue troppo pesante

28 febbraio 2013

tutti sul carro

Tutti sul carro – Caterpillar AM su Rainews24

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Arriva il maremoto, reggiamoci forte. Se l’inciucio non va fatto, se il governissimo è una prospettiva ignobile, cosa accadrà?

Usciti dai governi tecnici del ’92 e del ’94 (Ciampi e Amato, e in mezzo le bombe del ’93), arrivò Berlusconi con l’ingresso della Lega, di fatto l’apripista all’antipolitica. Oggi la Lega è sgonfia, ma l’antipolitica è al suo apice. Molti immaginano soluzioni forti, “di polso” che traghettino rapidamente a nuove elezioni, senza sentire ragioni. Dubito che gli italiani, anche quelli che hanno operato scelte tradizionali al seggio, potrebbero accettarlo senza mugugnare. O peggio.

Peer Steinbrueck, leader del partito Socialdemocratico tedesco ( e noto gaffeur, ho appena sentito dire a un giornalista del suo stesso paese) si permette di dar voce alla crisi diplomatica finora strisciante tra Germania e Italia: il nostro voto è la premessa per il tracollo dei mercati.

Indignato, perfino il Papa ci ha mollati.

Indignatissimo, Stéphane Hessel, se ne va da questo mondo.

Indignatissima, riconosco le difficoltà di governo con questa legge elettorale ma non mi spiego come possiamo accettare che nessuno abbandoni la nave:

Formigoni, la Lega ancora vincente in Lombardia,

Bersani, D’alema, Veltroni, …Amato (Amato! Non posso crederci), sono ancora tra noi,

Grillo, il vecchio front man del movimento “giovane”  che resta attaccato alla testa del carro e impedisce di andare oltre la sua ingombrante presenza,

Migliaia di politici rieletti, molti macchiati pubblicamente da varie colpe,

Ma insomma.

Roma da oggi si ritrova barricata per la fine del papato. Io devo prendere l’autobus, la metro e poi un altro autobus. Meglio che mi metta in moto senza pensare ad altro. Consiglierei di fare lo stesso ai nuovi eletti*.

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*) postilla aggiunta dopo la colazione: e timonarci la baracca / condurre il carro. (non so scegliere tra le orribili metafore)

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Nemmeno appesa

4 febbraio 2013

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Ma così… Lo chiedo giusto perché mi avete fatto scendere in campo tutta discinta, manco mi stessi candidando io, dico. Almeno un’alzata di spalle, una pernacchia, una parolaccia. Non me la meritavo? Una testata, una ginocchiata in bocca, uno sputo, almeno?

Sara Brilli1

Non sono io, io mi vergogno, ma Sara Brilli, che queste cose le insegna anche a me

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Non era dovuta, ok. Non a me, d’accordo ci sto, c’è di meglio in giro. Ma neanche a Michele Lucente o Marco Cattaneo? Non ai 1.510 membri del gruppo fb “Dibattitoscienza”? Non ai circa 60 milioni (esclusi loro stessi e i loro parenti e affini) coinvolti direttamente in quanto loro diritto /dovere partecipare al voto, è dovuta una risposta?

I dieci quesiti posti ai candidati alle politiche che si terranno tra 20 giorni vengono pubblicamente affrontati in queste ore su Le Scienze, Dibattitoscienza.it, Cronachelaiche e altri siti di informazione, da chi ha considerato quantomeno utile alla propria immagine pubblica dedicarsi a rispondere.

Vale a dire Bersani, Giannino e Ingroia. Se ne sono guardati bene invece Berlusconi, Grillo e Monti.

Marco Cattaneo, giornalista scientifico e direttore di Le Scienze, Mente e Cervello, National Geographic Italia ne ha scritto in modo tristemente chiaro nell’articolo La scienza, l’informazione, la politica. E lo sfascio  (vi invito a leggerlo).

La solita, mistificatrice, separazione forzata di Scienza e Cultura (al Sole 24 Ore non è mancata materia di “dibattito”) aiuta a tenere il paese in una mortificante condizione di sudditanza intellettuale da chi grida opinioni, spacciandole per verità. E facilitando il compito ai prossimi governanti, ai quali basterà continuare a propinare panem (quello ancora non scarseggerà per un pezzo) et circenses per mantenere sotto controllo il malcontento.

Scienza e Cultura ridotte a cagne messe in competizione per i non pochi ossi costituiti dai finanziamenti pubblici. Che ovviamente, finiranno in tutt’altre tasche.

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In questi giorni è in corso una nuova iniziativa, rivolta a chi ha fatto mancare la propria risposta. Perché sappiano che la loro evasività non passa inosservata. Perché se è notizia recente, lo ricorda Cattaneo, che 30.000 persone hanno dormito all’addiaccio a causa, non tanto dell’informazione ricevuta su probabili scosse di terremoto, quanto piuttosto dell’incertezza circa la tenuta antisismica delle proprie abitazioni, è criminale ignorare che terremoti, frane, alluvioni, tanto per restare nel settore idrogeologico, e le loro più terribili e reiterate conseguenze hanno un denominatore comune: la deviazione dei flussi di denaro pubblico che sarebbero necessari ad avviare un circolo virtuoso di azioni preventive. Non rispondere, è ammettere implicitamente l’intenzione, in caso di vittoria elettorale, di assicurare la propria connivenza allo status quo.

La “fuga dei talenti” dall’Italia, è una realtà di proporzioni impressionanti. E c’è lo stesso chi ha il coraggio di non non rispondere, adducendo, quando va bene, motivazioni di scarsità di tempo? La rabbia, probabilmente, è il vero motore di questa nuova iniziativa di mail bombing. Un sentimento e un esito ai quali mi associo.

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Sì, perché quelle proposte da Dibattito Scienza non sono astruse domande di fisica quantistica o di biologia molecolare. Sono domande le cui risposte indicano la direzione che si vuole dare al futuro del paese. Sono domande di sostanza, che parlano di società, di sviluppo, di innovazione, se uno le sa leggere.

Non possiamo accettare che chi si candida a governare l’Italia pensi di potere tranquillamente soprassedere questi argomenti. Vi chiediamo quindi di contattare con tutti i mezzi a vostra disposizione Silvio Berlusconi, Mario Monti e Beppe Grillo per chiedere conto delle mancate risposte.

Qui di seguito qualche contatto:

– Silvio Berlusconi: pagina Facebook https://www.facebook.com/SilvioBerlusconi?fref=ts, profilo Twitter https://twitter.com/SBerlusconi2013, sito internet https://www.forzasilvio.it/;

– Mario Monti: pagina Facebook https://www.facebook.com/MarioMonti.ufficiale?fref=ts&rf=148403421850780, profilo Twitter https://twitter.com/SenatoreMonti, sito internet http://www.agenda-monti.it/;

-Beppe Grillo: pagina Facebook https://www.facebook.com/beppegrillo.it?fref=ts, profilo Twitter https://twitter.com/beppe_grillo, sito internet http://www.beppegrillo.it/.

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Quiz the politicians

28 gennaio 2013

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Esquire - Aprile 2012.

Quella mia copertina su Esquire di Aprile 2012

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Ti fai troppi problemi, Michele!

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In Italia, tra quelli che usano adoperare, anche saltuariamente, la misteriosa attrezzatura contenuta nella scatola nera posta alla sommità della propria persona, nessuno -credo- scommetterebbe un centesimo sulla portata e la tenuta dei programmi elettorali delle coalizioni in lizza. Neanche io (che pure andrò a votare). E neanche Massimo Pinto di Fisici per il mondo, che segnala ancora una volta l’iniziativa del Gruppo Dibattito Scienza sul portale Facebook.

“La lista delle domande formulate ai candidati Premier è qui: http://www.dibattitoscienza.it/2013/01/11/elezioni-politiche-2013-ecco-le-domande/

Dibattito Scienza sta sollecitando Silvio BerlusconiPierluigi BersaniOscar GianninoBeppe GrilloAntonio Ingroia e Mario Monti, i principali candidati, a rispondere entro la mezzanotte del prossimo 31 Gennaio.

 Oggi, 28 Gennaio, è la giornata del bombardamento mediatico su Facebook, Twitter (#dibattitoscienza) e sui blog, per informare il pubblico e stimolare i suddetti ad inviare le loro risposte, e Fisici Around The World non poteva farsi da parte.

Il prossimo 4 Febbraio le risposte pervenute saranno pubblicate su Le Scienze.

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Le questioni sul tavolo, in sintesi:

  1. Investimenti, meritocrazia, trasparenza nell’università e nella ricerca pubblica
  2. Provvedimenti per favorire l’innovazione e l’investimento in ricerca delle imprese private
  3. Politiche energetiche per migliorare l’efficienza e minimizzare l’impatto ambientale e il costo dell’energia
  4. Gestione dei rifiuti solidi urbani per migliorare l’impatto su ambiente e qualità della vita
  5. Messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico –  Conciliazione del settore edilizio con la salvaguardia del territorio e la lotta alla criminalità organizzata
  6. Agenda Digitale e diffusione della banda larga in tutto il Paese
  7. Adeguamento della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita alla giurisprudenza italiana ed europea – Testamento biologico
  8. Sviluppo e alfabetizzazione scientifica e matematica del Paese
  9. Mitigazione e/o prevenzione dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento dei gas serra
  10. Regolamentazione dell’uso degli animali nella ricerca biomedica

.(

(Ribattete gente, ribattete)

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§§§

Adesso dico la mia.

La maggiore impasse di questo paese consiste nel conflitto generazionale. Nel momento in cui giovani e vecchi riusciranno a convivere senza che una parte continui ad abusare della fragilità dell’altra* avremo diritto di sperare. Sono per un governo che tenga conto di questa esigenza basilare, e non perseveri nello sbandieramento ipocrita e populista dei soli “temi civetta” (elenco i primi che mi vengono in mente: famiglie contro single, Nord contro Sud, Industria contro PMI, imprenditori contro dipendenti contro liberi professionisti contro …) importanti, sì, ma di un grado inferiore al principale. Le dieci risposte di cui sopra avranno un valore concreto non appena avremo a disposizione una generazione di giovani a lavoraci su. Ma ne riparleremo.

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*) “Quello che sta accadendo in America avviene dovunque, dai paesi arabi all’Italia”, Stephen Marche nell’articolo The war against youth pubblicato su Esquire di Aprile 2012, citato QUI

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Caparezza – Cose che non capisco

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Umano troppo umano

10 ottobre 2012

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 L’ultimo dei celoduristi
(Umano, troppo umano*)

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Ultim’ora:

14:26 10 OTT 2012

(AGI) – Helsinki, 10 ott. – Creato un nuovo captcha, un test fatto di una o piu’ domande e risposte per determinare se l’utente di Internet sia umano, che richiede risposte politicamente corrette e simpatetiche.

Il nuovo captcha protegge i siti web dalle intrusioni di sistemi automatizzati testando l’umanita’ e la sensibilita’ ai temi caldi dell’utente che si accinge a visitare una pagina o a effettuare un download. L’idea e’ dell’organizzazione per i diritti umani svedese Civil Rights Defenders che ha creato un captcha in inglese e in svedese che propone domande su numerose situazioni in cui sono state rilevate violazioni dei diritti umani.

Le frasi chiedono all’utente cosa sente rispetto a un evento drammatico. All’utente viene successivamente suggerito di inserire il captcha piu’ “umano” e corretto tra tre risposte possibili. Solo una risposta e’ quella giusta. Il progetto pone l’enfasi sul fatto che a rendere diversi gli esseri umani dai robot sono le emozioni e sfrutta una strategia per aumentare la consapevolezza delle persone nel mondo sui diritti civili.

Il captcha e’ installabile gratuitamente su blog e siti, scaricabile dall’indirizzo dell’organizzazione umanitaria http://www.civilrightsdefenders.org. L’utente si trovera’ a rispondere a domande come: “In Kosovo le persone detenute sono torturate, come ti fa sentire questa situazione? Rilassato, annoiato, arrabbiato?”. Se la risposta sara’ esatta il sito rispondera’ “grazie per aver dimostrato di essere umano“, aggiungendo vari link per approfondire e trasformarsi in attivisti dei diritti umani. (AGI) .

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*) Friedrich Nietzsche – Umano, troppo umano, I Ed. Adelphi, 1979. “Qui si può dire che assistiamo all’origine di quelle «dure cose di psicologia» che costelleranno sino alla fine l’opera di Nietzsche”

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